Il gruppo di imprese sociali Gesco, storicamente impegnato nell’assistenza e nel sostegno alle persone più fragili e ai migranti, chiede che non venga realizzato di un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Castel Volturno.
«Ribadiamo la nostra contrarietà a trattare l’immigrazione come problema di ordine pubblico – afferma il presidente di Gesco Giacomo Smarrazzo – Li hanno chiamati Cpt, Cara e ora Cpr ma la sostanza non cambia: sono una offesa alla dignità umana».
«Castel Volturno – prosegue Smarrazzo, che ha casa nel comune casertano – è una terra vessata e offesa, dove vivono circa 30mila persone, di cui oltre il venti per cen-to sono migranti, anche se le stime non ufficiali ritengono che siano molti di più. Cittadini che avrebbero bisogno di servizi, scuole, lavoro, assistenza sanitaria, abitazioni dignitose. Il governo vuole spendere 43 milioni di euro, invece, per costruire un luogo di reclusione per persone che arrivano in Italia attraversando deserti, zone pericolose, mare su imbarcazioni precarie e pericolose, solo per stiparle in celle di contenimento sociale».
«La questione dell’immigrazione – conclude il presidente di Gesco – va affrontata, invece, dal punto di vista dell’integrazione e della presa in carico, non della messa in sicurezza per tenere a bada la paura sociale. Confidiamo che il presidente Roberto Fico riesca a difendere questa terra e la nostra regione, una delle poche in Italia dove non sono presenti i centri di permanenza per i migranti».