Il 9 maggio alle ore 18.30, la Casina Vanvitelliana di Bacoli ospiterà I servi del re, un reading teatrale che ribalta lo sguardo sulla storia, restituendo centralità a chi ne è sempre rimasto ai margini.
Il progetto, firmato dal Nuovo Teatro Sanità e diretto artisticamente da Mario Gelardi, nasce da drammaturgie originali scritte dagli allievi del laboratorio di scrittura scenica. A firmare i testi sono Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco e Antonio Mormone, anche interpreti dello spettacolo.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Bacoli, si inserisce in uno spazio che non è semplice cornice, ma parte viva della narrazione. La Casina, sospesa sulle acque del lago Fusaro, diventa infatti protagonista attiva, luogo che trattiene e restituisce le storie di chi l’ha abitata senza mai possederla davvero.
Al centro della rappresentazione non ci sono sovrani né fasti di corte, ma le vite silenziose di servitori, pescatori, cacciatori, cuoche e manovali. Esistenze rimaste ai margini della narrazione ufficiale, ma fondamentali per costruire quello splendore che oggi ammiriamo. Figure invisibili che, attraverso questo lavoro teatrale, riemergono come testimoni diretti di un passato fatto di contrasti: ricchezza e fatica, bellezza e sacrificio.
Le voci sembrano affiorare dalle acque del lago e risuonare tra le pareti della struttura, in un dialogo continuo tra passato e presente. È proprio in questo intreccio che lo spettacolo trova la sua forza: trasformare la memoria in racconto collettivo, capace di interrogare il nostro tempo.
“I servi del re” non è solo un reading, ma un gesto poetico e politico che invita a riascoltare la storia da una prospettiva diversa. Perché ogni luogo, prima di essere celebrato, custodisce fragilità e verità che meritano di essere restituite. E solo dando voce a chi è stato dimenticato si può comprendere davvero la profondità della bellezza.