Vai al contenuto
Ultimissime

toni servillo Capri celebra Toni Servillo: all’attore il Premio Faraglioni Capri International 2026

mostre autunno gallerie d'italia Gallerie d’Italia, un autunno tra Leonardo, Tiepolo, fotografia e arte contemporanea

alessandra muto Alessandra Muto, l’arte come esplorazione di linguaggi e possibilità

festival mario puzo MAPUFF 2026, il cinema come strumento di resistenza e rinascita nelle aree interne

maria cristina antonini Maria Cristina Antonini: la pittura come sguardo, ascolto e ricerca di luce

  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • Home
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • HOME
  • REDAZIONE
  • HOME
  • REDAZIONE
  • CONTATTI
  • CONTATTI

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESYLE

EVENTI

VIDEO

Il Patriarcato liquido

  • Chiara Tortorelli
  • Novembre 29, 2023
  • 12:11 pm
  • La coccinella del cuore

Esiste ancora il patriarcato nel regno della virtualità liquida?

Sì. È un nuovo modello di patriarcato che non ha più le caratteristiche del patriarcato di un tempo, ma esiste.

Esiste perché Resiste.

R-esiste nella cultura, nei modi di pensare, nelle parole, di uomini e donne.

Esiste come retaggio di un antico dominio che ha caratterizzato la lettura del mondo per svariati secoli. Insidiato nella memoria, radicato nel culto laico, nei modi di dire, nell’educazione, nei luoghi comuni che caratterizzano anche i dialoghi delle donne.

Si potrebbe sintetizzare in una sola parola: privilegio. Il privilegio di casta del nascere uomini.

È ancora un privilegio nascere uomini come dicevano gli antichi detti beneaugurali “auguri e figli maschi”?

Il privilegio è culturale perché la cultura persino delle donne è profondamente maschilista e patriarcale, non ha mai davvero valorizzato il femminile, non ha mai creato valore e significato con le caratteristiche profonde dell’energia femminile, ha bandito quei contenuti, li ha relegati al dio minore. Parlo di quegli attributi specifici dell’emisfero cerebrale “yin”, intuitivo, artistico, simbolico che sono caratteristici di un altro modo di essere che appartiene al generare, com-prendere, empatizzare, accogliere e dissolvere per divergere, tipici dell’aspetto complementare del maschile, razionale, tecnico e pragmatico.

Nel Tao, simbolo al centro del pensiero cinese e della religione taoista, l’energia femminile, yin, e l’energia maschile yang sono in perfetto equilibrio e si fondono come in una danza. Nel nostro mondo c’è uno squilibrio paradossale, l’energia yin imita l’energia yang rinnegando la sua peculiarità. Frattanto l’energia yang si è già dissolta in un gioco illusionista di Houdini, una specie di horror vacui, ma restano delle tracce deformi che proprio perché vuote di senso sono aberranti e generano entropia.

Se apriamo un social molto usato dai giovani come Tik Tok vediamo una carrellata di ragazze che mettono in scena il proprio corpo per guadagnare, che raccontano di una presunta libertà sessuale dove il corpo privato di ogni valore diventa “contenuto” da offrire… Producono “contenuti” che spesso sono scenette hard filmate col boyfriend di turno per solleticare i sensi del voyeurista di passaggio…

E questa a loro avviso sarebbe la liberazione della donna.

No. Tutto questo va chiamato col suo vero nome: è patriarcato maschilista.

E vogliamo parlare di quanto patriarcato maschilista c’è nella donna di oggi che pur apparentemente autonoma e realizzata continua a essere dipendente dal rapporto col maschile e trasmette al figlio quel privilegio sotterraneo, serpeggiante, della madre chioccia italiana tesa a rendere il figlio dipendente a tempo indeterminato dal materno?

Quella donna che al lavoro porta i pantaloni (altro retaggio maschilista, perché al lavoro una donna per essere capace deve portare i pantaloni…) a casa torna a voler essere donna così come le è stato trasmesso da sua madre, che a sua volta lo ha ereditato da sua nonna… Vorrebbe imitare quel vecchio modello ma conosce solo la forma apparente non il fulcro profondo, così coccola il figlio senza dargli quel senso di concretezza, verticalità e misura che madre e nonna davano alle loro famiglie.

La tradizione familiare che un tempo aveva un significato perché radicata in un mondo di valori essenziali oggi non ha più alcun significato, e si fonde in modo imprevedibile al senso di inesistenza della virtualità senza nome, creando i presupposti per un’aberrazione: il regno di un patriarcato nichilista e liquido.

Un patriarcato prima di tutto paradossale, poi ottuso; violento nei contenuti, assente di spessore che conserva il privilegio ben nascosto sotto il tratto dell’eterna adolescenza.

La madre che impedisce al figlio di crescere, imprigionandolo nella bolla dell’eterno Peter Pan, non sa che ha smarrito per strada la sua vera identità femminile. Il padre che a sua volta è ugualmente “fluttuante” e in bilico e non sa chi è, non ha più quella forza identitaria che avevano i nostri nonni, abituati a confrontarsi col dolore del vivere come pane quotidiano, perciò contagia inconsapevolmente il figlio col virus dell’intrattenimento distrattivo. Insieme ci si vede una partita, ma spogliati del senso profondo del dolore si sopravvive tagliati via dalle emozioni, dal vero volto del femminile, mutilati… senza spessore, astratti in chat, distratti da ogni e qualsivoglia tipo di impegno.

Le donne contemporanee sono esenti dal privilegio?

Ricordo ancora una riflessione antropologica molto interessante su cosa accade quando in una società si perde il rito di iniziazione all’adultità. Nelle culture arcaiche il rito di passaggio è un momento importantissimo.

Nelle società primitive quando un ragazzo diventa adolescente, la piccola comunità lo accompagna all’esperienza iniziatica del divenire adulto, che prevede tre tappe: l’allontanamento dalla comunità, il confrontarsi con il dolore e il pericolo, e poi il ritorno. In alcune culture dell’America Latina, a 15 anni si viene lasciati da soli nella foresta per tre quattro giorni, a procacciarsi il cibo, a proteggersi dai pericoli e a confrontarsi con le proprie paure.

Dopo si viene riaccolti e la comunità celebra l’ingresso dell’adolescente nella dimensione della maturità.

Un tempo il rito di passaggio era naturale, perché era naturale l’allontanamento dalla famiglia. Si andava via presto, poco più che adolescenti, via dai piccoli centri rurali in altri centri più grandi per studiare, si andava in collegio, si andava in guerra… Si cresceva presto e ci si confrontava con la perdita, col dolore, con il limite e con la difficoltà. Oggi si resta adolescenti fino a tempo indeterminato protetti da famiglie non famiglie, presenti ma assenti, inglobati in una palla di confort sintetici, anestetizzati dal dolore e instupiditi dal consumo.

Nelle ragazze però accade qualcosa di diverso. Hanno un appuntamento iniziatico col corpo che non si può rimandare. Diventano adulte col ciclo mestruale, vero e proprio rito di passaggio che le porta a confrontarsi in modo simbolico col sangue, col dolore, con la morte di qualcosa e la naturale rinascita.

Questo rito iniziatico che le renderebbe più adulte, a contatto con la realtà della vita, con la verità del corpo e la sua sacralità e non soltanto con la virtualità robotica, si scontra con il modello imitativo della bambola omologata, prodotta dal modello patriarcale.

È questo squilibrio fondamentale, che non si può colmare con la ripetizione della parola giusta o con un’educazione orizzontale all’eticamente corretto, che rende gli uomini di oggi i “protagonisti privilegiati” della cultura consumistica/narcisistica.

E le donne vittime inconsapevoli, ancora in cerca di se stesse.

Cioè di un mondo che dia valore e libertà di essere,  che confermi il sentimento e il significato, la profondità e lo spessore.

IL CLICK

SOCIALE

PENSIERI
& PAROLE

LYFESTYLE

EVENTI

VIDEO

Napoliclick è un portale quotidiano di informazione sociale e culturale pubblicato dalla cooperativa Nclick.

Facebook Instagram X-twitter Youtube
Categorie
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
  • Primo Piano
  • Notizie
  • Incontri
  • Arte
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Visioni
  • Televisione
Napoliclick.it
  • Email: info@napoliclick.it
  • Phone: 0817872037
  • interno: 220/224

Presso Gesco – Gruppo di Imprese Sociali
Via Vicinale S. Maria del Pianto, 36 complesso polifunzionale Inail – Torre 1, 9° piano – 80143 Napoli

© 2025 – Napoliclick testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli al numero 45 del 18.07.2014 – Direttore Ida Palisi​

Usiamo i cookie per fornirti la miglior esperienza d'uso e navigazione sul nostro sito web.

Puoi trovare altre informazioni riguardo a quali cookie usiamo sul sito o disabilitarli nelle .

Torna in alto
Powered by  GDPR Cookie Compliance
Panoramica privacy

Privacy Policy

Chi siamo

L’indirizzo del nostro sito web è: https://napoliclick.it

Commenti

Quando i visitatori lasciano commenti sul sito, raccogliamo i dati mostrati nel modulo dei commenti oltre all’indirizzo IP del visitatore e la stringa dello user agent del browser per facilitare il rilevamento dello spam.

Una stringa anonimizzata creata a partire dal tuo indirizzo email (altrimenti detta hash) può essere fornita al servizio Gravatar per vedere se lo stai usando. La privacy policy del servizio Gravatar è disponibile qui: https://automattic.com/privacy/. Dopo l’approvazione del tuo commento, la tua immagine del profilo è visibile al pubblico nel contesto del tuo commento.

Media

Se carichi immagini sul sito web, dovresti evitare di caricare immagini che includono i dati di posizione incorporati (EXIF GPS). I visitatori del sito web possono scaricare ed estrarre qualsiasi dato sulla posizione dalle immagini sul sito web.

Cookie

Se lasci un commento sul nostro sito, puoi scegliere di salvare il tuo nome, indirizzo email e sito web nei cookie. Sono usati per la tua comodità in modo che tu non debba inserire nuovamente i tuoi dati quando lasci un altro commento. Questi cookie dureranno per un anno.

Se visiti la pagina di login, verrà impostato un cookie temporaneo per determinare se il tuo browser accetta i cookie. Questo cookie non contiene dati personali e viene eliminato quando chiudi il browser.

Quando effettui l’accesso, verranno impostati diversi cookie per salvare le tue informazioni di accesso e le tue opzioni di visualizzazione dello schermo. I cookie di accesso durano due giorni mentre i cookie per le opzioni dello schermo durano un anno. Se selezioni "Ricordami", il tuo accesso persisterà per due settimane. Se esci dal tuo account, i cookie di accesso verranno rimossi.

Se modifichi o pubblichi un articolo, un cookie aggiuntivo verrà salvato nel tuo browser. Questo cookie non include dati personali, ma indica semplicemente l’ID dell’articolo appena modificato. Scade dopo 1 giorno.

Contenuto incorporato da altri siti web

Testo suggerito: Gli articoli su questo sito possono includere contenuti incorporati (ad esempio video, immagini, articoli, ecc.). I contenuti incorporati da altri siti web si comportano esattamente allo stesso modo come se il visitatore avesse visitato l’altro sito web.

Questi siti web possono raccogliere dati su di te, usare cookie, integrare ulteriori tracciamenti di terze parti e monitorare l’interazione con essi, incluso il tracciamento della tua interazione con il contenuto incorporato se hai un account e sei connesso a quei siti web.

Con chi condividiamo i tuoi dati

Se richiedi una reimpostazione della password, il tuo indirizzo IP verrà incluso nell’email di reimpostazione.

Per quanto tempo conserviamo i tuoi dati

Se lasci un commento, il commento e i relativi metadati vengono conservati a tempo indeterminato. È così che possiamo riconoscere e approvare automaticamente eventuali commenti successivi invece di tenerli in una coda di moderazione.

Per gli utenti che si registrano sul nostro sito web (se presenti), memorizziamo anche le informazioni personali che forniscono nel loro profilo utente. Tutti gli utenti possono vedere, modificare o eliminare le loro informazioni personali in qualsiasi momento (eccetto il loro nome utente che non possono cambiare). Gli amministratori del sito web possono anche vedere e modificare queste informazioni.

Quali diritti hai sui tuoi dati

Se hai un account su questo sito, o hai lasciato commenti, puoi richiedere di ricevere un file esportato dal sito con i dati personali che abbiamo su di te, compresi i dati che ci hai fornito. Puoi anche richiedere che cancelliamo tutti i dati personali che ti riguardano. Questo non include i dati che siamo obbligati a conservare per scopi amministrativi, legali o di sicurezza.

Dove i tuoi dati sono inviati

I commenti dei visitatori possono essere controllati attraverso un servizio di rilevamento automatico dello spam.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.

Cookie aggiuntivi

Questo sito Web utilizza i seguenti cookie aggiuntivi:

(Elenca i cookie che stai utilizzando sul sito web qui.)