Mercoledì 15 luglio 2026 nell’Ex Asilo Filangieri in Vico Giuseppe Maffei, 4 a Napoli, si terrà Il settimo anno inizia oggi, iniziativa promossa dalla famiglia Paciolla e dal Collettivo Giustizia per Mario Paciolla con il patrocinio morale della Regione Campania e del Comune di Napoli.
A sei anni dalla morte di Mario Paciolla, cooperante ONU trovato senza vita in Colombia il 15 luglio 2020, la città di Napoli rinnova il proprio impegno nella richiesta di verità e giustizia.
La manifestazione prenderà il via alle ore 18.00 con un aperitivo solidale e djset. Alle 19.00, seguirà un talk con Carlo Puca, Dario Carotenuto, Luigi de Magistris, Giuliano Granato, Maurizio Del Bufalo, Claudio Silvestri, Desirée Klain, Antonio Musella, Gennaro Carotenuto, Tina Marinari, Fondazione Polis, Omar Suleiman e i genitori di Mario, Anna e Pino Paciolla. Modera Lea Cicelyn.
L’incontro offrirà un momento di riflessione sul caso di Mario, sul lavoro dell’informazione d’inchiesta e sul valore della memoria come impegno civile.
Dalle ore 20.30 la serata proseguirà con una cena palestinese solidale e con gli interventi musicali di ‘O Capitano & Banana, Gheto Soffittaman & Morena Chiara, Facundo & Isaac, Dario Sansone, Giuseppe Di Taranto, Irene Scarpato, Banda Basaglia e Marcello Squillante.
Il Collettivo invita cittadine e cittadini a partecipare per trasformare la memoria in responsabilità collettiva e continuare a chiedere verità e giustizia.
Ex Asilo Filangieri
Vico Giuseppe Maffei, 4, 80138 Napoli
Per info:
giustiziapermariopaciolla@gmail.com
CHI ERA MARIO PACIOLLA
Mario Paciolla (1987-2020) è stato un cooperante italiano impegnato nella Missione di Verifica delle Nazioni Unite in Colombia. Giornalista, scrittore e difensore dei diritti umani, ha dedicato il proprio lavoro alla costruzione della pace. Il 15 luglio 2020 è stato trovato senza vita a San Vicente del Caguán. La famiglia continua a chiedere che siano chiariti tutti gli aspetti ancora controversi della sua morte.
Dichiarazione della Famiglia Paciolla
«Mario era un ragazzo solare, preparato, laureato, con la schiena dritta e un amore autentico per la vita e per le persone. Chi lo ha conosciuto sa bene che mai avrebbe pensato al suicidio: era un giovane pieno di energia, di progetti, di affetti profondi. Amava noi, amava il suo lavoro, amava il mondo che cercava di migliorare con impegno e serietà.Per questo, da sempre, non abbiamo creduto alla versione del suicidio che l’ONU ha improvvidamente voluto far passare, una versione in contrasto con comportamenti, prove e depistaggi che non rispettano i protocolli internazionali né il diritto internazionale.
E non potremo mai crederci, perché tutto parla di omicidio.
Lo ha detto anche il suo corpo, attraverso l’autopsia: peccato che non sia stato ascoltato.Il rigore morale di Mario, la sua lucidità, la sua forza interiore, sono incompatibili con quella narrazione. Mario non avrebbe mai scelto di darci un dolore così grande. La verità è un dovere, non un’opinione.Continueremo a chiedere Verità e Giustizia per lui e per tutte le persone che ogni giorno si adoperano per un mondo migliore.
Non ci fermeremo, mai».
NOTA SUL COLLETTIVO
Il Collettivo Giustizia per Mario Paciolla sostiene Anna e Giuseppe Paciolla nella ricerca della verità sulla morte di Mario. In questi anni ha promosso manifestazioni, incontri pubblici, iniziative culturali e attività di sensibilizzazione sui temi dei diritti umani, della cooperazione internazionale e della libertà di informazione.
Dichiarazione del Collettivo
«Il settimo anno inizia oggi, non è soltanto il titolo di questa giornata. È l’impegno che assumiamo davanti alla città. Dopo sei anni di battaglie civili e giudiziarie, la ricerca della verità entra in una nuova fase. Continueremo a costruire memoria, informazione e partecipazione perché crediamo che la storia di Mario appartenga a tutti coloro che difendono i diritti umani e la trasparenza delle istituzioni».