Il Teatro Sannazaro di Napoli ospita Tartufo, il celebre capolavoro di Molière (1664), rielaborato e diretto da Michele Sinisi. Lo spettacolo, con un cast composto da Stefano Braschi, Sara Drago, Donato Paternoster, Bianca Ponzio, Bruno Ricci, Giulia Rossoni, Lorenzo Terenzi, Angelo Tronca e Adele Tirante, propone una lettura contemporanea della commedia, mantenendo viva la capacità di Molière di smascherare ipocrisia e inganno.
Al centro della storia c’è Tartufo, truffatore subdolo che conquista la fiducia di Orgone, ricco borghese ingenuo. Spacciandosi per devoto e penitente, mira a sfruttare la famiglia, insidiando la moglie di Orgone e progettando un’unione con Marianna, la figlia del padrone.
La commedia evidenzia la linea sottile tra virtù apparente e inganno, tra maschere e autenticità. La vera devozione non nasce dal desiderio di compiacere o manipolare, ma dall’umiltà e dalla comprensione. Anche oggi, Tartufo resta attuale: distinguere il vero dal falso è un imperativo morale e sociale.
Michele Sinisi intreccia fedeltà al testo originale e sperimentazione contemporanea. I dialoghi, rapidi e incisivi, alternano comicità e tensione. La scenografia di Federico Biancalani è essenziale ma evocativa: oggetti di uso quotidiano – cassette, cuffie, cassapanche, un faro – diventano strumenti scenici che scandiscono il ritmo della narrazione. I costumi di Cloe Tommasin, vivaci e colorati, caratterizzano con precisione i personaggi, mentre le luci modulano le emozioni e i picchi comici, creando un’atmosfera dinamica e coinvolgente.
L’arrivo di Tartufo sposta il tono della commedia da farsesco a riflessione sull’inganno e sulla fragilità umana. Orgone, interpretato da Stefano Braschi, appare credibile nella sua disperazione: la fascinazione per figure carismatiche può diventare pericolosa. Dorina e Marianna bilanciano la vicenda con saggezza e coraggio, opponendosi alla manipolazione e mostrando la possibilità di resistere all’inganno.
La credulità e l’avidità di Tartufo diventano una lente per osservare la società contemporanea, rivelando quanto i difetti umani siano universali. Il ritmo serrato, la comicità sottile e la tensione morale rendono lo spettacolo coinvolgente, mentre la scenografia minimalista crea un contrasto efficace tra epoca originale e lettura moderna.
Il finale colpisce per la sua intensità e originalità: ciò che fino a quel momento appariva come una scena naturalistica si apre improvvisamente a una dimensione poetica e lirica, grazie alla scenografia di Federico Biancalani. Questa scelta richiama l’epilogo imposto dal Re Sole a Molière, più luminoso e meno amaro rispetto all’originale. Oggi questo passaggio verso canto e luce assume un valore simbolico: un segnale di speranza, come se un intervento straordinario potesse ancora liberarci dai Tartufi della nostra epoca.
Tartufo di Sinisi è prodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Solares Fondazione delle Arti, Teatri di Bari, Tradizione e Turismo Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro e Viola Produzioni. Lo spettacolo restituisce un classico come un organismo vivo, capace di interrogare il presente con ironia, lucidità e attualità. Un teatro che diverte, stimola il pensiero e lascia, sotto la risata, un retrogusto amaramente vero.