La danza contemporanea e la prosa d’autore, declinate tra rivisitazione del mito classico e spiccata attenzione per le trasformazioni sociali del presente, animano i nuovi appuntamenti del Trianon Viviani. Lo storico teatro pubblico di Forcella, dedicato alla valorizzazione della canzone e della drammaturgia partenopea sotto la direzione artistica di Pierpaolo Sepe e la presidenza di Clementina Chieffo, propone un fine settimana ricco di proposte ad alto impatto emotivo.
La programmazione si apre giovedì ventinove ottobre con una serata speciale a ingresso libero curata dalla Scuola elementare del teatro, realtà ideata e diretta da Davide Iodice. Alle diciotto e trenta il pubblico potrà assistere allo spettacolo Le Troiane. Studio n. 1, restituzione del ciclo laboratoriale Officina. La riscrittura della tragedia euripidea, firmata da Giovanna Silvestri con i contributi di Enzo Castellone, Caterina De Matteo e Bruno Barone (quest’ultimo anche alla regia), interroga la contemporaneità ponendosi domande profonde su chi siano le Troiane di oggi, su come rendere udibile il loro strazio in un’epoca incapace di ascoltare e sul rischio di esilio dai propri sentimenti. In scena si alterneranno Andrea Adinolfi, Antonio Ciorfito, Sara d’Aiello, Antonella de Falco, Piera Saladino, Amanda Sanni e Michele Pedata, affiancati dai contributi di Giovanni Avverso, Francesca Romana Bergamo e Cristina Morra, con l’aiuto regia di Marcello Crispino e la cura del processo produttivo a cura di Annalisa Arbolino.
La stessa serata prosegue alle ventuno con Rosaria, primo capitolo del progetto antologico Esclusi, anch’esso nato all’interno del ciclo Officina come percorso di antropologia sociale e testimonianza scenica. Diretto da Davide Iodice, che cura anche adattamento, elementi scenici e luci, lo spettacolo è ispirato e dedicato alla figura di Rosaria, donna alcolista e senza fissa dimora morta a Napoli senza il conforto di un funerale partecipato. Attraverso le testimonianze raccolte tra le tre e le quattro del mattino per le strade dei Decumani e attorno a piazza San Gaetano, la piéce ricostruisce la vita di una donna complessa, ex guida turistica abusiva e figura inquieta in fuga da un passato familiare oppressivo. L’opera è interpretata da Monica Palomby e Chiara Alborino, con la drammaturgia e i disegni di Benito Martino e le musiche originali composte da Lino Cannavacciuolo.
Nel fine settimana lo spazio di Forcella si apre alla danza contemporanea d’autore con Venere vs Adone, atteso lavoro firmato da Enzo Cosimi in scena sabato trentun ottobre alle ventuno e in replica domenica primo novembre alle diciotto. Lo spettacolo rielabora il poemetto di Shakespeare intrecciando suggestioni barocche e istanze contemporanee per indagare i temi del desiderio non corrisposto, del culto del corpo e della violenza della morte. La drammaturgia, curata da Cosimi insieme a Maria Paola Zedda, mette in contrasto un Adone ossessionato dalla costruzione muscolare della propria immagine e una Venere drammaticamente lacerata dal sentimento, citando visivamente l’estetica iper-reale di Andy Warhol e le tinte accese della pittrice Marlene Dumas. Interpretato da Alice Raffaelli e dall’athletic coach Leonardo Rosadini, lo spettacolo vede i costumi curati da Alessandro Lai e realizzati dalla Sartoria Il costume, le sculture di Daniela Dal Cin e l’operatore video Roberto Gentile, per una produzione targata Compagnia Enzo Cosimi e Ministero della Cultura in collaborazione con diverse realtà nazionali del settore.