
Cilento terra da amare, scoprire, valorizzare e gustare. Questo e tanto altro nella terza tappa di “Praesentia. Gusto di Campania Divina – Viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica della Campania”, svoltasi ad Ascea e dedicata al territorio cilentano e al turismo della dieta mediterranea. Promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Campania, coordinato dalla Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo e attuato dall’Agenzia Regionale Campania Turismo, Praesentia è un percorso in otto tappe che attraversa la regione da giugno a dicembre, mettendo in dialogo cultura, turismo ed enogastronomia e scegliendo, per ciascun territorio, alcuni degli elementi più rappresentativi della sua identità.
Quella di Ascea è stata un tappa particolarmente simbolica che ha preso le mosse l’8 settembre, con il press tour, dall’agriturismo “I Moresani” di Casalvelino, un’azienda agrituristica a conduzione familiare dove tutto è prodotto in proprio, e il gusto è di quelli che non dimenticano. D’altro canto tutta la tappa è stata segnata dal valore dell’esperienza, da ciò che ti lascia come sensazione ed emozione. Come quella trasmessa alla Tenuta Colline di Zenone, nata dalla passione e dedizione di Agrippina e Vittorio, imprenditori cilentani con una visione chiara: costruire un futuro migliore per le generazioni successive. La figlia Maria e Raffaele hanno innovato i processi aziendali, applicando le più innovative tecniche agronomiche e valorizzando le olive pisciottane, considerate autentiche meraviglie della natura. Situata a un passo dal Parco Archeologico di Elea-Velia, luogo di nascita del filosofo Parmenide e del suo discepolo Zenone, l’azienda si impegna ogni giorno a condividere un prodotto unico e di alta qualità. Abbracciare gli ulivi secolari per sentirne tutta l’energia è stata una esperienza veramente affascinate. E, di sera, una full immersion nel progetto di Christian Santomauro, giovane imprenditore e proprietario de L’ammaccata di Casalvelino. Qui il mulino di nuova generazione, l’orto sinergico e un casale del ‘600 in mezzo al verde, finemente ristrutturato, regalano ogni giorno non solo il gusto della pizza e dei prodotti dell’orto, ma anche relax e benessere in un luogo che d’estate supera i 200 coperti. Ma dicevamo che il fil rouge di questa tappa è stata la dieta mediterranea e quindi non poteva mancare la visita a Pioppi, al museo dedicato. Qui il racconto della Dieta Mediterranea attraversa infatti la cultura dell’olio e dei cereali, il rapporto con la natura, l’eredità della Grecia antica e quella dei monaci provenienti dall’Oriente nel VI secolo, fino alle ricerche condotte nel Novecento da Ancel Keys e da sua moglie, Margaret Haney. Ma la sfida, oggi, è trasformare questo patrimonio in una proposta turistica contemporanea. C’è stato dunque un filo sottile che ha legato tutto: dall’antica Elea, patria della scuola filosofica di Parmenide e Zenone, fino a Pioppi, e ad Ancel Keys. Un percorso culminato nel 2010 con il riconoscimento della Dieta Mediterranea quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco.
Il viaggio è proseguito il giorno dopo, 9 settembre, con la visita al Parco Archeologico di Velia, guidata dalla direttrice Tiziana D’Angelo. «Abbiamo iniziato la visita parlando di natura, primo passo per comprendere l’archeologia di Velia – ha sottolineato D’Angelo – La macchia mediterranea, le erbe selvatiche, il melograno sono un gesto di tutela, ma anche un elemento di racconto del territorio e della storia. Siamo un Parco Archeologico all’interno di un Parco Nazionale e questo ci permette di parlare, a diversi livelli, di tutto quel patrimonio immateriale che per noi diventa materiale e tangibile e ci circonda attraverso bellezza, sapori e, soprattutto, saperi». Un patrimonio che si traduce anche in produzioni concrete. Tra questeIulius, l’olio del Parco Archeologico, ottenuto dagli uliveti del sito e realizzato dalla Cooperativa Nuovo Cilento.
Dopo, alla Fondazione Alario, il momento istituzionale e l’approfondimento dedicato al rapporto tra Cilento, Dieta Mediterranea e turismo A fare gli onori di casa Stefano Pisani, sindaco di Pollica e coordinatore piccoli comuni di Anci Campania, e Giuseppe Coccorullo, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dal confronto tra istituzioni, mondo della ricerca e territori è emersa, in particolare, la necessità che la Regione Campania avvii un percorso per l’elaborazione di specifiche linee guida dedicate al turismo esperienziale, capaci di mettere a sistema le risorse esistenti e fornire un riferimento condiviso per trasformare patrimonio, produzioni, saperi e tradizioni in esperienze turistiche organizzate e riconoscibili.
Al centro dell’incontro la relazione “Il Cilento e il turismo della Dieta Mediterranea”, introdotta da Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, «L’obiettivo – ha spiegato Romano – è quello di costruire un vero e proprio patto, un’alleanza con i territori, coinvolgendo istituzioni, operatori turistici, imprese, produttori, mondo della cultura, comunità locali e tutte le professionalità impegnate nella valorizzazione territoriale» Un percorso che ha raccolto anche la disponibilità degli imprenditori e delle associazioni di categoria presenti all’incontro, pronti a collaborare e a mettere a disposizione competenze ed esperienze per costruire insieme una proposta turistica capace di valorizzare in maniera coordinata le risorse del territorio.
Costruire un modello campano di turismo esperienziale capace di mettere a sistema territori, comunità, produzioni, cultura e tradizioni, trasformandoli in esperienze turistiche riconoscibili è stata al centro della relazione di Elisabetta Moro, dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Federico II di Napoli, curatrice scientifica di Praesentia e direttrice del Museo Virtuale della Dieta Mediterranea. «La ricerca condotta nel 2025 sull’aderenza degli italiani alla Dieta Mediterranea consente infatti di identificare anche un target turistico specifico, attento alla sostenibilità, ai prodotti locali, al cammino, all’attività fisica, alla salute e al benessere. Un pubblico al quale il Cilento può proporre esperienze e pacchetti dedicati costruiti intorno ai luoghi di Ancel e Margaret Keys, alle testimonianze delle comunità, alla cucina, agli show cooking, ai percorsi nella natura e alle attività dedicate al benessere» – ha dichiarato Elisabetta Moro.
La prospettiva è fare del Cilento una destinazione del benessere mediterraneo, trasformando un patrimonio culturale già riconosciuto a livello internazionale in uno strumento capace di produrre economia, generare nuove opportunità professionali per i giovani e contribuire a contrastare lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli comuni. Il racconto si è concluso con lo show cooking condotto dal giornalista Luciano Pignataro, con gli chef Franca Feola, della Locanda Le Tre Sorelle, che ha presentato lo Sciusciello con asparagini selvatici e le Polpettine di alici con salsa di pomodoro, e Marco Cefalo, della Scuola di Alta Formazione Gastronomica In Cibum, che preparato due piatti, Fichi del Cilento appassiti e Fusilloni di grano duro con misticanza dell’Agro Nocerino Sarnese, aceto balsamico al fico bianco e formaggio alle mandorle. Il dessert è stato affidato ad Antonello Aliberti della Pasticceria Aliberti di Casal Velino, che ha portato una gustosissima Torta nuziale con mandorle, agrumi e naspro. La giornata è stata arricchita dalla musica de La Posteggia, con i maestri Francesco Formicola e Tommaso Immediata. La tappa di Ascea ha così restituito una visione nella quale archeologia, paesaggio, alimentazione, benessere e turismo non rappresentano elementi separati, ma parti di un unico modello di sviluppo.