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La Galleria delle Porcellane di Capodimonte riapre al pubblico: un viaggio tra capolavori, storia e innovazione museale

  • Roberta D'Agostino
  • Giugno 15, 2026
  • 8:05 am
  • Arte
porcellane capodimonte

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte, diretto da Eike Schmidt, inaugura la nuova Galleria delle Porcellane, un percorso articolato in 16 sale che restituisce al pubblico uno dei nuclei ceramici più importanti d’Europa. Un patrimonio imponente composto da circa 7000 pezzi tra porcellane e terraglie, in larga parte provenienti dalla collezione borbonica e arricchiti nel tempo da acquisti e donazioni successive all’Unità d’Italia.

L’intervento di riallestimento e adeguamento delle sale è stato reso possibile grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura pari a 1,1 milioni di euro, integrato da oltre 700mila euro di contributi privati destinati all’allestimento, firmato dal maestro Federico Forquet.

Un progetto che coniuga valorizzazione storica e ricerca estetica contemporanea, trasformando il percorso in una vera esperienza immersiva all’interno della Reggia.

L’ingresso alla galleria è segnato da un’opera site-specific di Diego Cibelli, “Beata Fragilità del Bosco Amato” (2024-2026), realizzata in porcellana biscuit e acquisita grazie al sostegno di mecenati privati.

L’installazione introduce simbolicamente il visitatore in un dialogo tra tradizione e contemporaneità, nel solco della vocazione del museo a confrontarsi con l’arte moderna e attuale.

“Per la prima volta nella storia di Napoli le straordinarie raccolte di porcellana sono visibili in un allestimento unitario che ricrea la magnificenza della vita nella Reggia borbonica”,

sottolinea il direttore Eike Schmidt, evidenziando come il nuovo percorso rappresenti un passaggio decisivo nella storia del museo, che si prepara a celebrare i suoi 70 anni.

L’obiettivo, spiega, è trasformare la sezione delle porcellane in un’esperienza culturale immersiva, tra arredi preziosi, tessuti, oggetti rari e ambienti ricostruiti con rigore storico.

Il progetto, sviluppato in circa 24 mesi di lavoro, ha portato anche a un ampliamento del percorso espositivo, passato da dieci a sedici sale, grazie alla collaborazione tra risorse pubbliche e mecenati privati.

Centrale è il recupero del celebre Salottino di Maria Amalia di Sassonia, insieme a un’impostazione scenografica che restituisce la complessità del gusto settecentesco europeo.

Il percorso espositivo attraversa le principali manifatture europee e borboniche, dalle porcellane di Meissen e Vienna fino alle produzioni di Sèvres e alla Real Fabbrica di Napoli, con opere che documentano il dialogo culturale tra le corti europee e il Regno di Napoli.

Tra i pezzi più significativi figurano servizi da tavola, sculture in biscuit e manufatti destinati alla vita di corte, testimonianza di un gusto raffinato e internazionale.

Particolare rilievo assume la sezione dedicata alla Real Fabbrica di Capodimonte, fondata da Carlo di Borbone nel 1743, che rappresenta uno dei momenti fondativi della produzione ceramica europea.

Il percorso include anche capolavori come il Servizio delle Vedute del Regno, una delle più imponenti realizzazioni della manifattura ferdinandea, e il celebre Salottino di porcellana, trasferito a Capodimonte nel 1866 e oggi restaurato nella sua complessità decorativa.

Accanto alla collezione storica trovano spazio anche interventi di arte contemporanea, come le opere di Yeesookyung, che rielabora frammenti della produzione borbonica in nuove forme scultoree, e installazioni che dialogano con la tradizione museale, confermando la vocazione del museo a mantenere vivo il rapporto tra passato e presente.

Il nuovo allestimento si distingue inoltre per la qualità scenografica degli ambienti, pensati da Federico Forquet come un insieme coerente di colori, materiali e suggestioni storiche, capaci di valorizzare la lettura delle opere e accompagnare il visitatore lungo un percorso unitario.

L’apertura della Galleria delle Porcellane è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo a cura di Angela Caròla-Perrotti, edito da Paparo, e da un sistema di audioguide gratuite in italiano e inglese, con future implementazioni multilingue e didattiche.

Con questo intervento, Capodimonte non solo restituisce al pubblico un patrimonio straordinario, ma riafferma il ruolo centrale del museo come luogo di ricerca, conservazione e innovazione culturale nel panorama internazionale.

Immagine di Roberta D'Agostino

Roberta D'Agostino

Roberta D'Agostino da sempre nel mondo del teatro come attrice, regista ed, in tempi più recenti, come addetta stampa. Coltiva parallelamente la passione e lo studio per la storia dell' arte che insegna, dopo la laurea in conservazione dei Beni Culturali, in corsi regionali in prestigiosi licei e scuole campane. È docente di giornalismo e tecniche di comunicazione. È inoltre social media manager.
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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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