Ti aspetti la sciantosa che gira tra i tavolini e prende in giro il malcapitato di turno: non proprio un adone, ma simpatico e che sa stare al gioco. E sì, ci sta, perché Lara Sansone nei panni della seduttrice fascinosa e un po’ sfrontata, alla ricerca del “nuovo” fidanzato, la sa fare benissimo da più di trent’anni.
Quello che non ti aspetti è il suo modo nuovo e assolutamente rivoluzionario di intendere il Cafè Chantant, come un grande incubatore di generi e spettacoli diversi: dalla stand up comedy al balletto da Moulin Rouge, passando per il teatro da rivista degli anni ’50 fino alla disco dance un po’ retrò che scava nella memoria di noi post cinquantenni che non si rassegnano ai film di Natale su Amazon e alla noia dell’era presente.
Lei lo chiama allora Cafè Chantant My World per questa edizione 2025, perché è, di fatto, tutto: musica, canto, danza, comicità, che coesistono nell’universo teatrale di Lara Sansone e che lei mixa così bene da fare sembrare tutto spontaneo, tutto naturale in un Teatro Sannazaro trasformato in sala da caffè post moderno, con i tavolini in platea e gli intrattenitori tra il pubblico, coinvolto senza se e senza ma. Ora a ballare (anche sui tavolini, volendo), ora a fare il trenino in giro per il teatro, ora a dimenarsi al ritmo degli Abba e dei Queen, non disdegnando Julio Iglesias.
C’è qualcosa di talmente democratico, in questo spettacolo, che lo riporta alla realtà trasversale del cafè chantant di un tempo: è la democrazia della quarta parete abbattuta, di un sipario sempre aperto, di noi spettatori rapiti dall’incanto dai contorni retrò eppure tanto attuali, dove non c’è distinzione di età, di genere, di ceto sociale, di cultura. È la democrazia del divertimento fatto di cose semplici, che Lara Sansone rende in qualche modo straordinarie e uniche, perché le compone insieme bene, indovinando ogni volta i gusti di un pubblico che è sempre entusiasta e felice di partecipare; un pubblico che accoglie i coriandoli luccicosi che scendono giù dal soffitto come se fossero la neve calda in un inverno di emozioni congelate e sentimenti troppo a lungo repressi. E lei poi, splendida diva del varietà, fa rivivere Vanda Osiris, fa pensare contemporaneamente al circo di Moira Orfei e al teatro del grande Raffaele Viviani, e compie magie, come solo le grandi artiste sanno fare, passando dai mash-up degli anni Cinquanta ai pezzi di teatro classico napoletano fino a una sua personalissima versione de “‘A vucchella” di Gabriele D’Annunzio. A presentare lo show il duo, riuscitissimo e collaudato, di Lucio Pierri e Massimo Peluso, con in scena i bravissimi Mario Aterrano, Toni Guido, Antonio Marino e il cantante performer in scena con i tacchi a spillo Mario Andrisani. Con loro, l’orchestra e il balletto del Cafè Chantant con le coreografie di Alessandro Di Napoli, le scene di Michele Gigi, le musiche di Ettore Gatta, i costumi (assolutamente unici) di Luisa Gorgi Marchese e Mariano Ranno, le luci di Luigi Della Monica, trucco e acconciature di Ciro Florio e accessori di Carmine Russo. La comunicazione è affidata a Roberta D’Agostino e l’organizzazione al direttore del Sannazaro Salvatore Vanorio. Ideazione e regia di Lara Sansone, la produzione è del Teatro Sannazaro. Cafè Chantant My World è in scena fino al 6 gennaio al Teatro Sannazaro; ritornerà poi per il Carnevale, dal 12 al 22 febbraio 2026. Assolutamente imperdibile!