Enzo Mauriello, fondatore e anima storica di Arci Movie, aveva passione politica, amore per il cinema e una fede quasi incrollabile nella possibilità che la cultura potesse cambiare la vita delle persone, soprattutto nelle periferie dimenticate.
È morto a 73 anni, dopo una lunga malattia contro cui combatteva da tempo. L’annuncio è arrivato attraverso i canali social della stessa associazione che Mauriello contribuì a creare nel novembre del 1990 insieme a un gruppo di amici e attivisti. Un messaggio carico di dolore ma anche di gratitudine, che racconta bene la dimensione umana e politica della sua figura: non soltanto organizzatore culturale, ma punto di riferimento per intere generazioni cresciute tra cineforum, dibattiti, arene estive e sogni condivisi.
Per Napoli, e in particolare per Ponticelli, Enzo Mauriello ha rappresentato qualcosa di raro: l’idea concreta che la cultura non fosse un lusso da centro storico ma un diritto collettivo da portare nelle periferie.
Fu lui ad animare lo storico cineforum del Cinema Pierrot, trasformando quella sala in un presidio culturale e civile. E fu ancora lui a guidare la grande mobilitazione nazionale “Salviamo il Pierrot”, una battaglia che riuscì a coinvolgere artisti, registi e intellettuali italiani e internazionali, fino a Ken Loach.
Ma il suo nome resterà legato soprattutto a Cinema intorno al Vesuvio, le arene estive che per decenni hanno anticipato modelli culturali oggi diffusissimi, portando il cinema nei quartieri, nelle piazze, dentro il tessuto popolare della città.
Dietro quelle iniziative non c’era soltanto l’amore per la settima arte. C’era una precisa idea di comunità. Mauriello credeva nel cinema come strumento di formazione, incontro, partecipazione. Un modo per tenere insieme le persone quando tutto intorno sembrava spingerle verso l’isolamento sociale e culturale.
Ponticelli, quartiere spesso raccontato solo attraverso emergenze e cronaca nera, per lui era invece un luogo da difendere e immaginare diversamente. Non a caso la sua storia si intreccia con quella della Casa del Popolo di Napoli Est, spazio simbolico di aggregazione e militanza culturale.
Fino agli ultimi giorni Mauriello ha continuato a seguire le attività di Arci Movie. Dopo averne guidato la presidenza fino al 2013, era rimasto presidente onorario, presenza discreta ma costante, memoria viva di un percorso lungo trentacinque anni.
Le parole dell’associazione raccontano il vuoto lasciato dalla sua scomparsa: “orfani di un padre”, scrivono i suoi compagni di viaggio culturale. Ma dentro quello stesso dolore emerge anche l’eredità che Mauriello lascia alla città: la necessità di continuare a costruire spazi condivisi, immaginazione collettiva, possibilità.
La storia di Enzo Mauriello ricorda invece cosa significhi farne uno strumento di trasformazione sociale.
E forse il modo più giusto per ricordarlo è proprio quello indicato da Arci Movie: continuare. Continuare a fare cinema, a creare comunità, a difendere i luoghi dell’incontro. Continuare a credere che anche da una periferia possa nascere bellezza. Grazie Enzo.