Ha ringraziato, commossa, proprio tutti: attori, registi, amici e colleghi, giornalisti. È uscita di scena con le lacrime agli occhi Marisa Laurito, dopo sei anni alla direzione artistica del Trianon Viviani, il teatro di Forcella che lei ha voluto legare al quartiere e alla sua città. «Io credo fortemente che il teatro, oltre a far ridere, pensare, aprire la mente e commuovere, debba integrarsi con il territorio e la comunità, ancor di più a Forcella. In questi anni mi sono impegnata civilmente e artisticamente e ho tentato di unire la città colta e quella popolare» ha detto Marisa Laurito. Il suo primo gesto pubblico al Trianon non fu uno spettacolo, ma una marcia della Pace organizzata insieme a Davide Iodice e con la partecipazione di associazioni, scuole e realtà del quartiere, in risposta a un atto di violenza: la porta dell’associazione giovanile cattolica Asso Gioca era stata incendiata. I ragazzi scrissero su fogli le proprie paure e i pensieri negativi, che furono simbolicamente bruciati davanti alla porta in un gesto collettivo chiamato “Fuoco amico”, trasformando la rabbia in speranza e rinascita. Anni dopo, per chiedere la fine dei tanti conflitti mondiali, una nuova marcia per la Pace, in collaborazione con la Curia di Napoli e l’associazione “Fermatevi!” con la partecipazione dell’arcivescovo Domenico Battaglia, insieme a cittadini e realtà religiose e civili (quattromila in marcia da piazza Calenda), consolidando il legame del teatro con il quartiere e con valori universali.Sul fronte artistico, dal 2020 al 2026, il teatro della canzone napoletana ha ospitato più di 400 spettacoli e ha portato in scena oltre 20 produzioni, tra rassegne, spettacoli musicali, concerti e serate d’onore. «Napoli finalmente ha un teatro che racconta la sua splendida storia musicale e sono orgogliosa di aver contribuito a realizzarlo» ha detto ancora Marisa Laurito. Durante il suo mandato il teatro ha prodotto numerosi spettacoli e rassegne. Tra questi Trianon Opera – tra pupi, sceneggiata e Belcanto, ultima opera del maestro Roberto De Simone con regia di Iodice e direzione musicale di Alessandro De Simone, trasmessa da Rai Cultura su Rai 5. La programmazione ha alternato tradizione con gli spettacoli, La donna è mobile di Vincenzo Scarpetta e Il Testamento di Parasaccodi Eduardo Scarpetta per la regia di Francesco Saponaro; Adagio Napoletano, diretto da Bruno Garofalo,un viaggio nelle melodie partenopee del Novecento e sperimentazione con “Il mondo fa tappa a Napoli”, «una particolare rassegna che ha accolto cantanti internazionali, con sonorità mediterranee e arabeggianti o sud africane, che hanno duettato con artisti napoletani», facendo incontrare le voci di Noa e Valentina Stella, Teresa Salgueiro e i Solis String Quartet, Omar Sosa, Ernestico e Dario Sansone, Pietra Montecorvinoe CarotoneTra gli appuntamenti più significativi anche le “Serate d’Onore”, dedicate a grandi figure della musica e della cultura: Peppino di Capri, Roberto De Simone, James Senese, Diego Armando Maradona, Angela Luce e Luca de Filippo. In particolare la serata per Sergio Bruni, definito “‘a Voce ’e Napule” da Eduardo De Filippo, è stata celebrata con una trasmissione televisiva su Rai 1, sulla stessa rete anche l’omaggio per il centenario di Enrico Caruso: «Quando ho iniziato questo lavoro non era scontato che tanti artisti di grande qualità accettassero di venire a lavorare in questo teatro. Hanno avuto fiducia in me, e perciò li ringrazio tutti indistintamente».Il Trianon ha ospitato artisti italiani e internazionali come Nicola Piovani,Raphael Gualazzi, Danilo Rea, Vinicio Capossela, Moni Ovadia, Ute Lemper, Teresa Salgueiro,Toquinho, Salvador Sobral, Omar Sosa, Ernestico, Dario Sansone, Benedikt Sauer, Flo, Vincent Peirani, Maria de Medeiros, Mauro Gioia, Alexander Romanovsky, Ramin Bahrami, Enzo Gragnaniello,Peppe Barra, Enzo Avitabile, La Nuova Compagnia di Canto Popolare, Gli Osanna, Peppe Lanzetta,Tullio De Piscopo, Marco Zurzolo, Roberto del Gaudio e Canio Lo Guercio.Da ricordare anche gli incontri culturali con Dacia Maraini, Marco Travaglio e Renzo Arbore; oltre a iniziative rivolte a cantautori della scena napoletana contemporanea, tra cui Tommaso Primo, Flo, Dario Sansone, Roberto Colella, Andrea Tartaglia, Giovanni Block, Romito Band, Francesca Marini, Brunello Canessa, le EbbaneSis e Vincenza Purgato.Grande attenzione è stata dedicata anche ai giovani con il progetto TerræMotus Neapolitan Talent, ispirato al movimento culturale ideato da Lucio Amelio dopo il terremoto del 1980 e al quale parteciparono artisti come Andy Warhol: «Ho voluto fortemente i cantautori più giovani, quelli che sulla linea melodica della canzone napoletana hanno reinventato la loro musica. Oggi tutti sono cresciuti e gran parte di loro fa tour all’estero e questo per me è un grande orgoglio: vuol dire che ho puntato sulle persone giuste».Durante la pandemia il teatro ha reagito con la rassegna streaming “Suoni contro i muri”, realizzata con musicisti e immagini di visual artists, in collaborazione con il Museo Madre e con testimonial come Renzo Arbore, Stefano Bollani, Eugenio Bennato, Tosca, Peppe Barra e Maurizio de Giovanni. Su ideazione di Marida Laurito al Trianon sono stati realizzati anche dei percorsi immersivi e innovativi, che conducono in un viaggio emozionale. «Abbiamo costruito grazie a Scabec – spiega l’artista – due stanze: all’interno della sala Caruso, ‘La Stanza della Memoria’, dove si può accedere ai contenuti digitali del portale Sona, con oltre due Secoli di storia musicale attraverso registrazioni audio, spartiti, manoscritti, manifesti, video e tanto altro, grazie a tavoli e monitor interattivi, a cura di Pasquale Scialò. Poi c’è ‘La Stanza delle Meraviglie’ della canzone napoletana, curata da Bruno Garofalo, uno spazio virtuale immersivo che ti conduce in un viaggio emozionale con colori, musica e immagini di quadri d’autore che si animano». Il Trianon ha promosso, inoltre, iniziative civili e solidali, dalle manifestazioni per l’Ucraina a quelle per le donne iraniane e a difesa del popolo e dei giornalisti palestinesi, in collaborazione con l’associazione “Articolo21” e con artisti e personalità come Marina Confalone, Patrizio Rispo, Pegah Moshir Pour e Valeria Parrella. Nel corso del mandato Laurito ha ricevuto anche il Premio Arte e Diritti Umani di Amnesty International Italia.
Ida Palisi
Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il Corriere del Mezzogiorno per le pagine della Cultura e del Primo Piano.
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