Il Mezzogiorno torna al centro del dibattito nazionale ed europeo. Giovedì 4 e venerdì 5 dicembre, a partire dalle 9:30, studiosi provenienti da tutta Italia si riuniranno per la due giorni dedicata al tema “Mezzogiorno: i caratteri originali di un’esperienza politico-istituzionale”. L’iniziativa si svolgerà tra Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco di Napoli, e Villa Doria D’Angri dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, sotto la direzione scientifica di Rosaria Giampetraglia, vicepresidente della Fondazione e direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza della Parthenope.
Ideata dai curatori Dario Luongo e Saverio Di Franco (Università Parthenope), la manifestazione nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo studiosi di diverse discipline per affrontare la complessità storico-istituzionale del Mezzogiorno. «Istituzioni, diritto, pensiero politico, fisco ed economia – spiegano Luongo e Di Franco – rappresentano angolature fondamentali per cogliere gli aspetti più originali della storia meridionale». Il programma si articola in cinque sessioni tematiche.
La prima giornata si aprirà con i saluti del presidente della Fondazione Banco di Napoli, Orazio Abbamonte. Sarà poi Luca Mannori (Università di Firenze) a introdurre i lavori con un intervento sulle magistrature di antico regime, tra permanenze e trasformazioni. La sessione sarà chiusa da Luigi Blanco (Università di Trento), che proporrà una rilettura del rapporto tra Stato moderno e penisola italiana.
La prima sessione, “La modernità fra eredità medievali e nuove articolazioni del potere”, ospiterà gli interventi di Roberto Delle Donne (Università Federico II), dedicato al fisco e al servizio al re in età aragonese, e di Pierluigi Canoro (Università di Salerno), sulle “regie udienze”.
Seguirà la seconda sessione, “Usi della tradizione e nuove prassi giuspolitiche”. Gianfranco Stanco (Università LUM Bari) affronterà il tema del dominium nelle opere dei giuristi della prima metà del Cinquecento, mentre Marco Miletti (Università di Foggia) analizzerà la letteratura giurisprudenziale dei Grandi Tribunali del Regno. Saverio Di Franco proporrà infine una riflessione sui rapporti tra istituzioni, pensiero politico e uso strategico della storia, con particolare attenzione al dialogo – spesso implicito – tra alcuni autori napoletani e Machiavelli.
La terza sessione, “Strutture amministrative, sicurezza e controllo del territorio”, si aprirà con la relazione di Francesco Senatore (Università Federico II) sulla continuità dell’amministrazione pubblica meridionale tra Medioevo ed età moderna. Seguirà l’intervento di Diego Carnevale (Università Federico II) sul funzionamento di una magistratura specifica, e infine quello di Francesco Serpico (Università del Molise) dedicato alla sicurezza del territorio e alla presenza ottomano-barbaresca nel Mediterraneo.
Con la quarta sessione si entrerà nel cuore dell’Illuminismo meridionale: “Uguaglianza, proprietà e costituzione nel pensiero riformatore”. Diego Lazzarich (Università L’Orientale) analizzerà l’opera di Giacinto Dragonetti, Delle virtù e dei premi, nella sua riflessione sulla “gratitudine”. Massimo Tita (Università Luigi Vanvitelli) discuterà invece il problema della disuguaglianza in Francescoantonio Grimaldi. La giornata si chiuderà con l’intervento di Dario Luongo sull’Illuminismo napoletano, tra “repubblica dei togati” e cultura costituzionale.
La seconda giornata, venerdì 5 dicembre, ospitata a Villa Doria D’Angri, si aprirà con i saluti del magnifico rettore Antonio Garofalo e della professoressa Giampetraglia, per poi introdurre la quinta e ultima sessione, “Mezzogiorno e unificazione nazionale”.
Gianfranco Borrelli (Università Federico II) rileggerà la Repubblica napoletana del 1799 alla luce del percorso verso l’unità d’Italia, con particolare riferimento al pensiero di Vincenzo Cuoco e al suo dialogo ideale con Machiavelli. Carmine Pinto (Università di Salerno) offrirà una prospettiva interpretativa sul Mezzogiorno borbonico e risorgimentale, mentre Giorgio Scichilone (Università di Palermo) approfondirà il rapporto politico-istituzionale tra Mezzogiorno continentale e insulare attraverso gli anni della formazione napoletana di Francesco Crispi. Chiuderà i lavori Marco Meriggi (Università Federico II) con un intervento sulle dinamiche tra società civile e potere pubblico nel Mezzogiorno preunitario.