Il Teatro Diana da mercoledì 21 ottobre propone una rilettura di Otello pensata per parlare direttamente alla sensibilità e alle coscienze del presente.
Nato dalla coproduzione tra il Teatro Stabile d’Abruzzo e Marche Teatro, con Stefano Francioni Produzioni e la collaborazione del Teatro Maria Caniglia, lo spettacolo intreccia il genio shakespeariano con lo sguardo e la scrittura di Dacia Maraini. L’adattamento scenico curato da Antonio Prisco guida una messa in scena capace di scandagliare le pieghe più oscure dell’animo umano, trasformando la celebre tragedia in un monito di straordinaria urgenza sociale.
La regia porta la firma di Giorgio Pasotti, che veste anche i panni del manipolatore Iago, mentre il ruolo del protagonista Otello è affidato a Giacomo Giorgio, volto tra i più amati dal pubblico giovanile e consacrato dal successo della serie Mare fuori. Insieme a loro, sul palco, un ricco cast composto da Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale e Dalia Aly. L’allestimento si avvale delle musiche originali di Patrizio Maria D’Artista, delle scene firmate da Giovanni Cunsolo, dei costumi di Sabrina Beretta, del disegno luci di Marco Palmieri e dei contributi visivi di Thierry Lechanteur.
Al centro del lavoro di Dacia Maraini e della visione di Pasotti c’è il tema della violenza, della gelosia morbosa e del possesso mascherato d’amore. La storia di Desdemona, che sceglie di sposare il moro sfidando le convenzioni e reclamando la propria libertà, sfocia in tragedia a causa dell’incapacità di Otello di gestire le proprie insicurezze. Un capitano leale sul campo di battaglia si scopre un uomo fragile e feroce nella sfera privata, incapace di riconoscere nella donna un essere libero, arrivando al delitto e al suicidio.
L’operazione teatrale punta il dito contro l’ignoranza e l’illusione del controllo sull’altro, evidenziando come le dinamiche scritte cinque secoli fa siano tragicamente identiche ai fatti di cronaca odierni. La decisione di portare in scena questa spietata radiografia dei sentimenti malati nasce proprio dalla volontà di offrire alle nuove generazioni uno strumento critico, mostrando dal vivo, senza la mediazione degli schermi, il dolore e lo sgomento per le vite spezzate e il rispetto mancato.
Attraverso la sinergia tra due interpreti dalla forte presenza scenica e una drammaturgia d’autore, questo Otello si prefigura come un evento teatrale di rara intensità, capace di unire il valore estetico della grande tradizione alla forza d’impatto di un dibattito drammaticamente contemporaneo.