Lo scrittore Paolo Nori presenta il suo ultimo libro Non è colpa dello specchio se le facce sono storte alla Fondazione Premio Napoli di Palazzo Reale lunedì 27 ottobre 2025 alle ore 18. Sarà un dialogo sull’attualità e la letteratura russa. Con l’autore interverranno 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢, Presidente della Fondazione Premio Napoli – Campania Legge, 𝐀𝐥𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨, consigliere Corte di Cassazione e Coordinatore Giuria Tecnica del Premio Napoli, e 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐩𝐢, professore ordinario di Letteratura russa dell’Università L’Orientale di Napoli.
Sinossi
Nel marzo del 2022, pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte delle forze armate russe, Paolo Nori si vide cancellare alcune lezioni su Dostoevskij che doveva tenere in un’università milanese. Scoppiò un caso di rilevanza internazionale e Nori si trovò al centro di una notorietà improvvisa, mentre si moltiplicavano gli inviti per tenere conferenze. Dalla Russia si fece avanti un regista che voleva girare un documentario su di lui. Nel declinare l’offerta, Nori gli scriveva: «Questa mia vicenda ridicola conferma una cosa che voi russi sapete benissimo. Che la letteratura, quand’è potente, come nel caso di Dostoevskij, è più forte di qualsiasi censura e di qualsiasi dittatura». L’invasione russa è poi diventata una guerra che si trascina da anni e nel frattempo Nori ha pubblicato altri libri, non solo in Italia, ma anche in Russia, dove alcuni suoi titoli sono stati per la prima volta tradotti ma anche censurati. La legge, infatti, impedisce che si pubblichino libri in cui la guerra in Ucraina non è denominata “operazione speciale” e di conseguenza l’editore russo ha dovuto operare alcuni tagli ai testi originali per poterli pubblicare.
Col risultato, forse non disprezzabile, che Nori è ora uno scrittore censurato sia in Italia che in Russia. In questo nuovo libro, il reo confesso filorusso Paolo Nori riflette sulle ragioni di un istinto che non è solo dei governi autoritari o delle cieche burocrazie: quello di abbandonarsi a semplificazioni che mettono sullo stesso piano politica e letteratura, guerra e poesia; quello di sentirsi dalla parte della ragione fino ad avere il diritto di zittire e cancellare le opinioni diverse; quello di ignorare pervicacemente che, come scrisse Gogol’, «non è colpa dello specchio se le facce sono storte». Ed è proprio lo specchio della letteratura che Nori, attraverso le storie dei suo amati autori russi, ma anche attraverso la sua scrittura unica e inconfondibile, mette di fronte ai suoi lettori: perché ciascuno eserciti la propria capacità di ragionare (ed emozionarsi) senza farsi imprigionare dalle gabbie mentali che confondono le persone con i loro governi, i libri scritti in una lingua con i proclami e gli ordini guerreschi pronunciati nella stessa lingua, la difesa della libertà con la censura.