Pompei compie un nuovo passo verso l’archeologia del futuro. A partire dal 24 giugno 2026, il celebre sito archeologico introduce un innovativo sistema di realtà aumentata che permette ai visitatori di esplorare la città antica così come appariva prima dell’eruzione del Vesuvio. Il progetto si basa sull’app Portyl, una piattaforma digitale che combina ricerca scientifica, tecnologie immersive e intelligenza artificiale per offrire un’esperienza senza precedenti.
La prima protagonista di questa rivoluzione è la Casa del Citarista, una delle dimore più estese e monumentali dell’antica Pompei. Grazie alle ricostruzioni digitali, gli ambienti tornano a popolarsi di arredi, decorazioni e scene di vita quotidiana, restituendo ai visitatori la percezione concreta di come si viveva in una domus romana quasi duemila anni fa.
L’esperienza, tuttavia, non si limita alla Casa del Citarista. Attraverso l’app, sarà possibile osservare in realtà aumentata alcuni dei luoghi più iconici della città, tra cui il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro Grande e l’Odeion. I visitatori potranno assistere virtualmente a spettacoli teatrali, combattimenti gladiatori e persino ai drammatici momenti dell’eruzione del Vesuvio, immergendosi in una ricostruzione storica dettagliata e coinvolgente.
Portyl è disponibile per smartphone e tablet e sfrutta tecnologie avanzate come LiDAR, fotogrammetria e intelligenza artificiale generativa. Ogni ambiente è stato sottoposto a scansioni ad alta precisione e successivamente ricostruito da un team multidisciplinare di archeologi, architetti, ingegneri e artisti digitali. Il risultato è una rappresentazione accurata della città antica, basata su dati scientifici e studi approfonditi.
Fino al 15 luglio 2026 l’utilizzo dell’app sarà gratuito per tutti i visitatori del Parco Archeologico. Successivamente alcuni contenuti resteranno accessibili senza costi, mentre il pacchetto completo delle esperienze immersive sarà disponibile a pagamento. Per chi non dispone di un dispositivo compatibile, sarà inoltre possibile noleggiare un tablet con tutti i contenuti già attivi.
La tecnologia impiegata utilizza un sistema di geofencing che riconosce la posizione del visitatore all’interno del sito archeologico e sincronizza in tempo reale la ricostruzione digitale con l’ambiente reale. In questo modo, le strutture antiche si sovrappongono con precisione alle rovine visibili oggi, creando un effetto immersivo particolarmente realistico. L’app sarà utilizzabile anche da remoto, consentendo di esplorare Pompei virtualmente da qualsiasi luogo.
Secondo il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, l’introduzione di strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per rendere il patrimonio culturale più accessibile e comprensibile a un pubblico sempre più ampio. Una sfida che richiede però rigore scientifico e controllo umano, affinché la tecnologia diventi uno strumento al servizio della conoscenza e non un semplice esercizio di spettacolarizzazione.
L’apertura della Casa del Citarista coincide inoltre con la prosecuzione delle attività di inclusione sociale promosse da Parvula Domus, la fattoria culturale del Parco. Dal primo luglio, i ragazzi coinvolti nel progetto accoglieranno i visitatori con percorsi guidati e laboratori dedicati alla scoperta degli spazi e della storia della dimora.
Dietro il progetto di realtà aumentata si nasconde anche un’importante attività di ricerca. Gli studi più recenti sulla Casa del Citarista hanno infatti portato a nuove interpretazioni della celebre statua dell’Apollo Citarista, simbolo della domus. Secondo le ultime ipotesi, il bronzo pompeiano potrebbe essere la copia fedele di un originale greco del V secolo a.C., forse collegato alla tradizione artistica di Mirone e alla propaganda culturale dell’età augustea.
Accanto alle innovazioni digitali, il sito ha beneficiato di un vasto programma di restauro e valorizzazione. Sono stati consolidati gli ambienti della casa, migliorata l’accessibilità secondo il percorso “Pompei per tutti” e restaurate le celebri copie bronzee dell’Apollo, del serpente e del gruppo con cani e cinghiale. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai giardini storici, ricostruiti sulla base delle evidenze archeologiche con la presenza predominante dell’alloro, pianta sacra al dio Apollo.
Con Portyl, Pompei inaugura una nuova stagione nella fruizione del patrimonio culturale. Un progetto che unisce archeologia, ricerca e innovazione per trasformare la visita in un viaggio nel tempo, capace di restituire voce, colori e vita a una delle città antiche più affascinanti del mondo.