A cinquant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, la compagnia Virus Teatrali propone Scritti (ancora) Corsari, un progetto di lettura teatrale integrale diffusa dedicato agli Scritti Corsari, una delle opere più incisive e profetiche del grande intellettuale italiano. L’iniziativa, ideata e curata da Giovanni Meola, nasce in collaborazione con Teatro Madrearte, Teatro Smoda, Teatro Rostocco e Spazio Ottosognante, e si svolgerà tra Villaricca, Sant’Arpino, Acerra e Napoli.
Il progetto rappresenta una rinnovata occasione di riflessione sul pensiero pasoliniano, a partire dagli articoli pubblicati tra il 1973 e il 1975 su importanti quotidiani italiani. Testi che analizzano con lucidità feroce i processi di omologazione culturale, il conformismo sociale e le trasformazioni antropologiche del Paese, anticipando molte delle contraddizioni che ancora oggi attraversano la società italiana.
Virus Teatrali aveva già reso omaggio a Pasolini nel 2015 con una lettura maratona nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli. A distanza di dieci anni, e nel cinquantenario della morte dell’autore, quell’esperienza viene ripensata in forma nuova: non più concentrata in un unico luogo, ma diffusa, capace di abitare spazi diversi e raggiungere pubblici differenti, trasformando la memoria in un gesto vivo e condiviso.
A interpretare gli Scritti (ancora) Corsari saranno venticinque attori e attrici, chiamati a restituire la forza, la complessità e l’urgenza di una scrittura che non concede sconti. Ogni serata presenterà sei letture affidate a interpreti diversi, mentre una lettura conclusiva, curata dallo stesso Giovanni Meola, accompagnerà tutte le tappe del progetto come elemento di continuità e riflessione.
Come sottolinea il curatore, ricordare Pasolini oggi significa confrontarsi con una voce che ha pagato il prezzo della sua radicalità, ma che continua a parlare con impressionante attualità. Le sue analisi, spesso isolate e osteggiate, si rivelano oggi strumenti preziosi per comprendere il presente, le sue derive e le sue fragilità.
Scritti (ancora) Corsari non è dunque un omaggio celebrativo, ma un atto politico e culturale: un invito ad ascoltare ancora una volta una parola che resta disturbante, necessaria, irriducibile. Perché gli Scritti di Pasolini sono ancora corsari, e forse oggi lo sono più che mai.