Docenti, dirigenti e personale ATA, sia di ruolo che precari, in Italia e all’estero, sono chiamati a partecipare a uno sciopero nazionale che si preannuncia ampio e partecipato: in concomitanza con il movimento Fridays for Future venerdì 27 marzo 2026 il comparto scuola si fermerà per un’intera giornata. A promuoverlo è il SISA, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente
Alla base dello sciopero c’è un pacchetto articolato di rivendicazioni che tocca condizioni di lavoro, salari, reclutamento e governance delle scuole. I promotori denunciano un progressivo peggioramento delle condizioni del personale scolastico e chiedono interventi strutturali.
Tra le principali richieste:
- Abolizione del concorso per dirigenti scolastici e introduzione di un modello elettivo con incarichi a tempo;
- Stabilizzazione dei precari con assunzioni immediate sui posti vacanti;
- Adeguamento salariale per docenti e ATA, con aumenti significativi;
- Riduzione dell’età pensionabile e revisione dei requisiti contributivi;
- Introduzione dell’educazione ambientale come materia obbligatoria, anche in linea con le istanze promosse da Fridays for Future;
- Revisione del sistema di reclutamento, con l’abolizione di alcuni percorsi ritenuti penalizzanti.
Nel documento di proclamazione si critica anche l’attuale gestione delle politiche economiche e sociali, collegando la crisi del sistema scolastico a dinamiche più ampie, come l’aumento delle spese militari e le disuguaglianze globali. Particolarmente significativa è la convergenza tra personale scolastico e movimenti studenteschi. Gli studenti annunciano cortei e manifestazioni nelle principali città italiane, con lo slogan della giustizia sociale e climatica. Secondo gli organizzatori, la scuola deve tornare a essere un luogo centrale di formazione critica e partecipazione democratica, capace di affrontare le sfide contemporanee, dalla crisi climatica alle trasformazioni del mondo del lavoro.
Come per ogni sciopero nazionale del settore, sono previsti disagi diffusi: lezioni sospese, attività amministrative rallentate e possibili chiusure di istituti. Le famiglie sono invitate a informarsi presso le singole scuole per verificare l’adesione del personale.
Resta ora da capire quale sarà l’adesione effettiva e se la protesta riuscirà a incidere sull’agenda politica.
Quel che è certo è che il 27 marzo rappresenterà un momento importante di mobilitazione per il mondo della scuola italiana.