Il mito di Ulisse torna a vivere a teatro con “Nessuno – Le avventure di Ulisse”, nuovo spettacolo scritto da Emanuele Aldrovandi e diretto da Daniele Finzi Pasca, con protagonista Stefano Accorsi affiancato in scena da Francesca Del Duca. La produzione è firmata da Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo, con scene di Luigi Ferrigno e costumi di Giovanna Buzzi.
Dopo esperienze teatrali importanti come Giocando con Orlando e Decamerone. Vizi, virtù e passioni di Marco Baliani, e dopo il recente Azul scritto e diretto dallo stesso Finzi Pasca, Accorsi torna sul palcoscenico con un progetto ambizioso che rilegge uno dei miti fondativi della cultura occidentale.
“Nessuno” non è un semplice adattamento teatrale dell’epopea omerica, ma un viaggio nella dimensione più intima e fragile dell’eroe. L’Ulisse che emerge sulla scena non è solo il protagonista di imprese leggendarie, ma un uomo attraversato da dubbi, errori e desideri, forse il più umano tra gli eroi dell’antichità.
Nel testo di Emanuele Aldrovandi, il racconto delle avventure diventa un percorso dentro la mente e l’animo del protagonista. L’eroe dell’Odissea appare così come una figura complessa, sospesa tra grandezza e fragilità, tra il desiderio di tornare a casa e la spinta continua verso nuovi orizzonti.
La regia di Daniele Finzi Pasca punta a trasformare la parola in immagine e movimento. Il suo teatro, da sempre attento al linguaggio del corpo e alla dimensione poetica della scena, costruisce un racconto fatto di suggestioni visive e atmosfere quasi oniriche, dove il gesto dell’attore diventa parte integrante della narrazione.
Nelle note di regia, Daniele Finzi Pasca racconta il senso profondo del progetto: le parole, spiega, hanno bisogno di essere “lavorate”, spogliate e modellate per diventare leggere e capaci di generare immagini nella mente dello spettatore.
Per questo tipo di teatro servono attori capaci di abitare la scena con forza e delicatezza allo stesso tempo. Ritrovare Stefano Accorsi, con cui aveva già collaborato in Azul, ha significato per il regista riprendere un dialogo artistico fondato sulla fiducia e sulla complicità.
Finzi Pasca, che nella vita ha scelto l’obiezione di coscienza rifiutando il servizio militare, racconta di aver sempre guardato con più affetto agli eroi imperfetti, ai fragili, ai perdenti. Da qui nasce la sua curiosità verso Ulisse: non il guerriero invincibile, ma l’uomo che dietro l’epica nasconde crepe, contraddizioni e umanità.
L’immagine che il regista usa per raccontare questo spettacolo è quella di una tazzina di porcellana rotta: un oggetto prezioso che, una volta frantumato, rivela la sua vera natura. Forse anche gli eroi, quando si incrinano, mostrano finalmente il volto umano che li rende vicini a noi.
“Nessuno” diventa così un viaggio tra epica e quotidianità, dove le grandi avventure si mescolano alla vita di tutti i giorni. Proprio come nelle cucine delle case di una volta, dove i racconti straordinari convivevano con la semplicità delle storie familiari.
Ulisse appartiene al “servizio buono”, quello prezioso e intoccabile, oppure a quello delle tazzine spaiate usate ogni giorno? È la domanda che attraversa lo spettacolo.
La risposta, forse, resta sospesa. E come suggerisce il titolo, alla fine nessuno potrà davvero dirlo.