Quindici anni di teatro immerso nella natura, lontano dal rumore della città e con il fascino senza tempo del lago d’Averno a fare da sfondo. Torna anche nel 2026 Teatro (alla deriva) al Giardino, la rassegna ideata da Ernesto Colutta e diretta artisticamente da Giovanni Meola, che rinnova il suo appuntamento estivo nel suggestivo scenario del Giardino dell’Orco di Pozzuoli.
La manifestazione, giunta alla sua quindicesima edizione, conferma una formula che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numeroso. Gli spettacoli andranno in scena il 5, 12, 19 e 26 luglio alle ore 19, sfruttando la luce naturale del tramonto e rinunciando completamente all’uso di illuminazione artificiale. Un’esperienza che unisce arte teatrale e paesaggio, trasformando ogni rappresentazione in un momento di forte coinvolgimento emotivo.
Per Giovanni Meola, questo importante anniversario rappresenta il raggiungimento di un traguardo significativo e allo stesso tempo una nuova sfida. Dopo il trasferimento dalla storica zattera delle Terme-Stufe di Nerone al verde del Giardino dell’Orco, la rassegna ha saputo conservare il rapporto speciale costruito negli anni con il pubblico, che ha accolto con entusiasmo il cambiamento di location e di orario. La scelta di portare il teatro nell’ora che accompagna al tramonto, immersi in una cornice naturale di rara bellezza, si è rivelata infatti vincente, regalando nuove suggestioni sia agli spettatori sia agli artisti.
Il cartellone 2026 propone quattro debutti che attraversano linguaggi e sensibilità differenti. Ad aprire la rassegna sarà Break Catena, testo originale scritto e diretto da Ferdinando Smaldone per il Teatro Rostocco. Lo spettacolo prende spunto da figure iconiche dell’immaginario occidentale come Cenerentola e Biancaneve per interrogarsi su ciò che accade oltre il classico lieto fine delle fiabe. In scena Noemi Pirone e Chiara Vitiello, interpreti chiamate a muoversi tra poesia, ironia e riflessione contemporanea.
Il secondo appuntamento sarà dedicato a Le Preziose Ridicole, celebre opera di Molière, riletta attraverso l’adattamento e la regia di Giovanni Meola. Sul palco gli attori della compagnia Teatro Madrearte – Virus Teatrali, protagonisti di un vivace gioco metateatrale in cui una compagnia alle prese con ristrettezze economiche tenta di allestire uno spettacolo tra equivoci, trasformazioni e irresistibili momenti comici.
Grande attesa anche per il debutto di Versi e Musica di E. A. Mario, progetto che vede protagonista Flo, artista apprezzata in Italia e all’estero per la sua capacità di fondere teatro e canzone d’autore. Accompagnata dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro, la cantattrice ripercorrerà la vita e l’opera di E. A. Mario, autore di brani entrati nella storia della musica italiana come La Leggenda del Piave, Tammurriata Nera e Balocchi e Profumi.
La chiusura della rassegna sarà affidata a Amleto Annascunnuto, spettacolo diretto da Mario Autore e liberamente ispirato alla traduzione in napoletano dell’Amleto realizzata da Antonio Piccolo. Accanto allo stesso Mario Autore, saliranno sul palco Giuseppe Cerrone, Melissa Di Genova e Domenico Pinelli, dando vita a un racconto che alterna comicità e tragedia, fedelmente allo spirito dell’opera shakespeariana.
Con il traguardo dei quindici anni, Teatro (alla deriva) al Giardino si conferma una delle esperienze culturali più originali dei Campi Flegrei, capace di coniugare qualità artistica, sperimentazione e valorizzazione del territorio. Un appuntamento che continua a crescere senza perdere la propria identità, trasformando il teatro in un incontro diretto tra artisti, spettatori e natura.