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Umana fragilità, Aurelio Musi attraversa la storia di un sentimento per leggere il presente

  • Roberta D'Agostino
  • Settembre 4, 2026
  • 7:42 am
  • Libri
aurelio musi

Umana fragilità. Storia di un sentimento in Occidente è il nuovo libro di Aurelio Musi edito da Colonnese in uscita nelle librerie italiane il 4 settembre 2026.

La prima presentazione napoletana del volume è in programma giovedì 17 settembre alle ore 18 alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri. Insieme all’autore interverranno Ottavio Ragone, Roberto Esposito e Giulio Sodano, per un confronto che partirà dal libro e si allargherà inevitabilmente alle domande che la fragilità pone alla società contemporanea.

Lo storico costruisce un lungo viaggio attraverso epoche, idee e sensibilità diverse per raccontare la fragilità non soltanto come condizione materiale dell’esistenza, ma come esperienza interiore, sentimento e forma di consapevolezza. Un modo per osservare la storia non solo attraverso gli avvenimenti che l’hanno segnata, ma attraverso ciò che uomini e donne hanno provato davanti alle trasformazioni, alle crisi, alle perdite e alle incertezze del proprio tempo.

La fragilità, nella prospettiva di Musi, non coincide dunque necessariamente con la sconfitta. Può diventare una possibilità di conoscenza e persino una fonte di significato. È la direzione indicata anche da Eugenio Borgna, che l’ha definita una “virtù dimenticata”: una condizione capace di mettere in discussione l’idea di forza come unico criterio attraverso cui interpretare l’esistenza.

Il libro attraversa secoli di storia occidentale, partendo dall’età classica e arrivando alla modernità, passando attraverso la rivoluzione cristiana e le grandi trasformazioni culturali dell’Europa. Il tema cambia volto a seconda delle epoche: diventa sentimento della catastrofe, interrogativo religioso, esperienza individuale, inquietudine collettiva, sensibilità ferita.

Nel percorso trovano spazio le riflessioni di Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero, la humana fragilitas dell’età rinascimentale e barocca, fino alle nuove interpretazioni elaborate dall’Illuminismo e dal Romanticismo. Accanto alle grandi figure della storia e del pensiero compaiono così autobiografie, patologie, testimonianze e racconti di uomini e donne percepiti come particolarmente vulnerabili, definiti anche “di vetro”. Sono proprio queste esistenze a permettere allo storico di avvicinarsi alla dimensione più concreta e umana della fragilità.

Per ricostruire questa storia, Musi sceglie ancora una volta di attraversare discipline e linguaggi differenti. Filosofia e medicina dialogano con la letteratura, le arti visive con la psicologia e la psicoanalisi, mentre mito, semantica e scienza politica contribuiscono a comporre una narrazione nella quale le emozioni non rappresentano semplicemente l’oggetto dello studio, ma diventano uno strumento attraverso cui leggere la storia.

L’ambizione non è infatti quella di realizzare una tradizionale storia culturale delle emozioni. Il punto di osservazione è più ampio: raccontare la storia attraverso i sentimenti, cercando nelle esperienze individuali e collettive le tracce delle continuità e delle fratture che hanno attraversato l’Occidente.

È un approccio che inevitabilmente porta il racconto fino al presente. In un’epoca segnata da incertezze, crisi e profonde trasformazioni, la fragilità torna infatti a essere una condizione centrale dell’esperienza contemporanea. Comprenderne la storia significa allora interrogarsi anche sul modo in cui affrontiamo oggi le nostre vulnerabilità, individuali e collettive.

Professore ordinario di Storia Moderna e già preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Salerno, Musi ha insegnato anche in diverse università americane ed è socio di numerose accademie, tra cui la Real Academia de la Historia. Ufficiale al merito della Repubblica e giornalista pubblicista, è editorialista delle pagine napoletane di Repubblica. La sua produzione comprende numerosi saggi dedicati alla storia moderna e alla cultura politica europea. Con Colonnese ha recentemente pubblicato Controrinascimento malinconico nel 2024 e Una “rivoluzione” europea. Napoli, Masaniello e la repubblica del 1647-48 nel 2025.

Con Umana fragilità, lo storico torna così a interrogare il passato per cercare nel presente qualcosa che spesso tendiamo a rimuovere: la vulnerabilità non è un’eccezione alla condizione umana, ma una sua componente essenziale. E proprio riconoscerla può diventare, oggi come nel corso della storia, un modo per dare un senso nuovo alle nostre esperienze.

Immagine di Roberta D'Agostino

Roberta D'Agostino

Roberta D'Agostino da sempre nel mondo del teatro come attrice, regista ed, in tempi più recenti, come addetta stampa. Coltiva parallelamente la passione e lo studio per la storia dell' arte che insegna, dopo la laurea in conservazione dei Beni Culturali, in corsi regionali in prestigiosi licei e scuole campane. È docente di giornalismo e tecniche di comunicazione. È inoltre social media manager.
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