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Villa Pignatelli, Warhol e Banksy a misura di bambini

  • Giovanni Salzano
  • Marzo 16, 2026
  • 11:56 am
  • Arte

L’arte contemporanea che diventa un’esperienza divertente anche per i più piccoli: è questa la sorpresa della mostra dedicata a Andy Warhol e Banksy ospitata fino al 2 giugno nella splendida Villa Pignatelli, alla Riviera di Chiaia.

L’esposizione mette a confronto due artisti molto diversi tra loro: da una parte Warhol, superstar della Pop Art, celebre e onnipresente; dall’altra Banksy, il misterioso writer britannico che ha trasformato il suo anonimato in uno dei fenomeni mediatici più discussi dell’arte contemporanea.

Ma oltre al valore artistico e al confronto tra due icone della comunicazione visiva, la mostra ha un grande pregio: è sorprendentemente adatta anche ai bambini.

Il linguaggio visivo di Warhol e Banksy è immediato, colorato e facile da riconoscere. Le opere utilizzano immagini semplici, colori forti e simboli molto chiari. Elementi che permettono anche ai bambini di entrare in contatto con l’arte contemporanea senza sentirla distante o difficile. I bambini fino ai 12 anni, inoltre, entrano gratuitamente, rendendo la visita una bella occasione per le famiglie che vogliono avvicinare i figli ai musei in modo naturale e curioso. Uno degli aspetti più divertenti per i bambini è scoprire che l’arte di Warhol nasce dagli oggetti quotidiani. L’artista ha trasformato prodotti del supermercato, lattine, pubblicità e volti famosi in opere d’arte. Le sue celebri Campbell’s Soup Cans o il ritratto di Marilyn Monroe mostrano immagini ripetute, colori vivaci e composizioni semplici che ricordano la grafica dei fumetti o della pubblicità. Per i bambini questo è un messaggio potentissimo: l’arte può nascere anche dalle cose più semplici. Una lattina, una scatola, un prodotto del supermercato possono diventare un quadro. Guardare con occhi nuovi gli oggetti di tutti i giorni diventa quindi un esercizio creativo che può continuare anche a casa. Dopo la visita, per esempio, si può proporre ai bambini di creare la propria “Pop Art” ispirandosi proprio a un oggetto quotidiano: una lattina di pomodori pelati, una merendina o un prodotto del supermercato, colorandolo e ripetendolo come faceva Warhol

Anche il lavoro di Banksy parla un linguaggio visivo diretto che i bambini riescono a comprendere facilmente. Le sue opere sono spesso realizzate con stencil e immagini molto semplici: figure immediate, quasi come sagome, che comunicano messaggi forti con pochi elementi. Questo permette di raccontare ai più piccoli che l’arte non vive solo nei musei, ma può nascere anche per strada, sui muri delle città. Attraverso le sue immagini ironiche e provocatorie, Banksy affronta temi come la pace, il consumismo o l’ambiente. Se spiegati con parole semplici, questi messaggi possono stimolare curiosità e spirito critico anche nei visitatori più giovani.

Il percorso affronta anche il tema della musica, molto importante per entrambi gli artisti e argomento molto “semplice” per i bambini. Tra le stanze del secondo piano della splendida Villa Pignatelli sono esposti dischi, manifesti e la famosa banana disegnata da Warhol per la copertina dell’album dei The Velvet Underground & Nico, diventata una delle immagini più iconiche della storia della musica.

Una mostra dove ci sono le opere più iconiche dei due artisti: sono oltre 100 e provenienti da famose collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte. Un primo omaggio con opere e testimonianze sul Passaggio a Napoli dei due artisti e di come, a trent’anni di distanza l’americano Andy Warhol, nato a Pittsburgh, e il britannico Banksy, originario di Bristol, abbiano subìto il fascino irresistibile di Napoli, di Partenope, di Pompei, del Vesuvio, e della forza mediterranea e globale di questa grande capitale culturale. E poi il confronto: la Kate Moss sensuale di Banksy versus il ritratto di Marilyn Monroe realizzato da Warhol dopo la morte dell’attrice nel 1962; la significativa immagine della Regina Elisabetta di Warhol con il diadema reale versus la dissacrata e dissacrante Regina Vittoria di Banksy. E poi i famosi ritratti di Grace Kelly, Mick Jagger, Keith Haring, Joseph Beuys, Liza Minelli, Mao, Lenin e Kennedy di Warhol. Due artisti geniali, capaci di creare un cocktail potente di celebrità, satira e voyeurismo e che hanno saputo trasformare la loro arte in un evento straordinario. E, ancora, la numerosissima produzione di Banksy, con un esempio delle Soup, considerate post-produzione di una delle opere più iconiche di Warhol, e il famoso autoritratto su tela del 1977 di Warhol.

Grazie alle immagini immediate, ai colori accesi e ai riferimenti alla cultura pop, il confronto tra Warhol e Banksy riesce infatti a trasformare l’arte contemporanea in un’esperienza accessibile e curiosa anche per i bambini. Una visita che può diventare non solo un momento di scoperta, ma anche uno stimolo alla creatività: perché, come insegnano proprio Warhol e Banksy, l’arte può nascere ovunque — persino da una lattina del supermercato o da un semplice muro di città.

Informazioni per la visita

WARHOL VS BANKSY | PASSAGGIO A NAPOLI

 a cura di
Sabina de Gregori
Giuseppe Stagnitta

Indirizzo
Villa Pignatelli
Riviera di Chiaia, 200 – Napoli

Orari
Tutti i giorni tranne il martedì
ore 9.30 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16)

Biglietti: Ciaotickets

telefono/whatsapp: 376-296949

Immagine di Giovanni Salzano

Giovanni Salzano

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Il principe e la ragazzina, Marilù Simoneschi e il memoriale della moglie di Totò

Totò e Diana, la verità sulla storia d’amore con la donna che ispirò “Malafemmena”. A quasi 60 anni dalla morte del grande artista, Marilù Simoneschi racconta il Totò lontano dalle luci del palcoscenico nel romanzo-verità Il principe e la ragazzina, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi.  Il libro sarà presentato in anteprima al Campania Libri Festival a Palazzo Reale (sala conferenze Sciurella al primo piano) a Napoli domenica 4 ottobre alle ore 12. Con l’autrice Marilù Simoneschi interverranno: l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino. Modera Ida Palisi.  Al centro della storia c’è la testimonianza di Diana Bandini Rogliani, moglie di Totò (scomparsa nel 2006) e madre di Liliana De Curtis. Diana affidò a Marilù Simoneschi un racconto-memoriale della propria vita accanto all’artista, autorizzandone la pubblicazione. A partire da quella testimonianza, l’autrice ricostruisce un ritratto privato del «principe della risata»: l’uomo, il marito e l’amante, con le sue passioni, le fragilità, le contraddizioni e gli eccessi.  Una storia che arriva fino agli ultimi giorni di vita di Totò e che contiene un episodio rimasto finora sconosciuto, destinato a gettare una nuova luce sul rapporto tra l’artista e Diana e sulle sue volontà in fin di vita.  Con discrezione e rispetto per la voce di Diana, Simoneschi accompagna il lettore nella dimensione privata dell’artista: il rapporto con la madre e con il padre ritrovato in età adulta, l’attenzione verso la povera gente, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, le paure legate alla minaccia fascista e le fughe, fino agli altri grandi amori della sua vita, compreso quello con Silvana Pampanini, che contribuì alla fine del matrimonio con Diana.  Al centro del libro resta però la lunga e tormentata relazione tra Totò e Diana: un amore fatto di passione, tradimenti, separazioni e riconciliazioni, segnato dalla nascita della figlia Liliana e destinato a lasciare una traccia profonda nella vita di entrambi.  UN MEMORIALE RIMASTO PRIVATO  «Ho incontrato Diana Bandini Rogliani nel lontano 1989, dopo averla convinta, con la collaborazione della figlia Liliana De Curtis, a registrare un racconto-memoriale». Così Marilù Simoneschi ricorda l’inizio del lungo lavoro che ha portato alla nascita del libro. «Diana aveva allora 73 anni, ma era ancora una bellissima signora, di quell’eleganza discreta fatta di abiti di buona fattura, capelli in ordine, profumo lieve e perdurante. Ma soprattutto mi colpì la sua lucida intelligenza, la precisione degli elementi del racconto e la sua fiducia nel farmi partecipe di ricordi per lei preziosissimi. E di particolari inediti e a dir poco strabilianti, inerenti alla sua intensa storia d’amore con il Principe della risata». Gli incontri proseguirono per quasi un mese. «Più volte l’ho vista piangere, molto presa emotivamente dai momenti salienti di quel racconto. Di una cosa sono certa: Totò è stato per moltissimi anni, e anche al di là della sua effettiva presenza, il suo credo, la sua ragione di vita. E che in fondo lei ne è stata ricambiata in egual misura».  Proprio nelle ultime pagine del memoriale emerge un particolare legato agli ultimi giorni di vita di Totò, rimasto sconosciuto ai più e destinato, secondo l’autrice, a modificare la lettura della loro storia.  LE PAROLE DI GIANCARLO GOVERNI  Secondo Giancarlo Governi, autore, giornalista e storico divulgatore della figura di Totò (basti ricordare il celebre programma “Pianeta Totò”), il memoriale di Diana Rogliani rappresenta una testimonianza particolarmente significativa per ricostruire la vicenda privata dell’artista. «Solo oggi, attraverso il libro di Marilù Simoneschi, ho finalmente appreso quella che sembra la versione più attendibile, poiché dettata dalla viva voce di Diana Rogliani, in un memoriale esclusivo in cui, per la prima volta, ha aperto il cuore, svelando eventi e segreti mai resi noti in precedenza. Finalmente, attraverso questa lunga e accorata confessione, si sgombra il campo da tante false narrazioni sulla loro lunga e intricata storia d’amore, molto simile a un romanzo, ma in verità drammatica, sofferta e densa di ogni sentimento sincero».  IL LIBRO  Il romanzo-verità, costruito a partire dalla lunga intervista di Marilù Simoneschi a Diana Rogliani e narrato in prima persona attraverso la sua voce, prende avvio dall’incontro tra Totò e la giovanissima Diana, avvenuto a Firenze nell’agosto del 1931, al teatro «Le follie estive».  Totò, allora trentatreenne e già all’apice della notorietà, rimase colpito dalla bellezza della quindicenne Diana. In lei riconobbe l’ideale femminile che aveva inseguito fin da ragazzo, quando, ancora povero e senza padre, era rimasto affascinato dal volto di una giovane donna raffigurato su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli, una ragazza che presentava una forte somiglianza con Diana.  Nonostante la differenza d’età e le convenzioni sociali dell’epoca, tra i due nacque una passione immediata. Totò dichiarò di voler sposare Diana, incontrando l’opposizione della famiglia. Determinata a seguirlo, la ragazza fuggì in segreto dal collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, prese un treno per Roma e raggiunse Totò.  La fuga provocò una denuncia da parte della futura suocera per sottrazione di minore e segnò l’inizio di una relazione attraversata da passioni, eccessi, tradimenti, separazioni e ritorni. Dalla loro unione nacque Liliana, ma il matrimonio fu segnato anche da altre relazioni, tra cui quella di Totò con Silvana Pampanini, fino alla rottura definitiva.  Il libro arriva agli ultimi giorni di vita dell’artista e svela un segreto che Diana Rogliani non aveva mai raccontato prima: un episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Totò, nel 1967, che getta una nuova luce sulla figura dell’attore e sulla storia d’amore tra i due.  L’AUTRICE  Marilù Simoneschi vive e lavora a Roma. Giornalista, ha collaborato con i principali settimanali italiani, tra cui Gente e Oggi, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica.  Con Lino Zani ha pubblicato Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla (Mondadori, 2014), dedicato alla dimensione privata e alla vita in montagna di Giovanni Paolo II. Dal libro è stato tratto l’omonimo film. L’opera ha ottenuto un significativo successo editoriale ed è stata tradotta in diverse lingue.  ...
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