Una delle vicende meno conosciute della Seconda guerra mondiale riaffiora oggi attraverso immagini, documenti e testimonianze storiche in una mostra che intreccia memoria, dolore e libertà. Dall’11 maggio, la Certosa di San Giacomo di Capri ospiterà “Ritorno alla vita: dal Lago di Braies in Alto Adige a Capri”, esposizione documentale dedicata alla drammatica storia dei 139 prigionieri delle SS provenienti dal campo di concentramento di Dachau e liberati nel 1945.
La mostra, patrocinata dal Comune di Capri e finanziata dal Comune di Capri insieme alla Regione Trentino-Alto Adige, è realizzata in collaborazione con lo storico Hotel Lago di Braies e con la sezione eventi della Casa d’aste Bozner Kunstauktionen. L’esposizione, articolata in tre lingue, sarà visitabile fino al 3 giugno nel Chiostro Piccolo della Certosa di San Giacomo, autentico gioiello architettonico del Quattrocento.
L’inaugurazione ufficiale è in programma lunedì 11 maggio alle ore 17 con una conferenza stampa alla quale prenderanno parte il sindaco di Capri Paolo Falco, il sindaco di Villabassa Gunther Wisthaer, l’assessore alla Cultura del Trentino-Alto Adige Angelo Gennaccaro, l’assessore alla Cultura della Regione Campania Ninni Cutaia, l’assessore alla Cultura del Comune di Capri Melania Esposito, il direttore dell’Istituto Musei e Parchi di Capri Luca Di Franco e il curatore della mostra Walter Boaretto.
La storia raccontata dalla mostra prende avvio nella primavera del 1945, quando la guerra volgeva ormai al termine. I 139 prigionieri, appartenenti a diciassette nazioni europee, erano stati trasferiti dai campi di concentramento di Buchenwald, Flossenbürg e Dachau verso il lago di Braies, in Alto Adige.
Secondo il piano elaborato dal generale delle SS Ernst Kaltenbrunner, gli ostaggi avrebbero dovuto rappresentare una “merce di scambio” nelle eventuali trattative con gli Alleati anglo-americani.
Tra aprile e maggio del 1945, i prigionieri furono condotti a Villabassa, vicino al lago di Braies, e successivamente ospitati nello storico Hotel Lago di Braies.
La loro liberazione avvenne il 30 aprile 1945 grazie a un gruppo di soldati della Wehrmacht guidati dall’ufficiale Wichard von Alvensleben, che si opposero alle SS. Pochi giorni dopo, il 4 maggio, le truppe americane raggiunsero Braies prendendo in consegna gli ostaggi liberati.
L’odissea, tuttavia, non era ancora conclusa. Tra l’8 e il 10 maggio 1945 i prigionieri furono trasferiti tra Napoli e Capri. Alcuni videro terminare lì il proprio incubo, mentre altri furono sottoposti a ulteriori interrogatori sull’isola azzurra.
Coloro che provenivano da Paesi ancora in guerra con gli Alleati furono ospitati nell’albergo Eden Paradiso di Anacapri. Dopo settimane di attesa, anche per loro arrivò finalmente il ritorno a casa.
Tra gli ostaggi figuravano importanti personalità politiche, militari e diplomatiche europee: il cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg con la famiglia, il generale greco Alexandros Papagos, il vescovo francese Gabriel Piguet, il generale tedesco Franz Halder, l’ex ministro dell’Economia tedesco Hjalmar Schacht e il primo ministro francese Léon Blum, unico prigioniero ebreo del gruppo insieme alla moglie Jeanne.
Tra gli italiani presenti vi erano Mario Badoglio, figlio del maresciallo Pietro Badoglio, Tullio Tamburini, Eugenio Apollonio, il generale Sante Garibaldi e il principe Filippo d’Assia, marito di Mafalda di Savoia.
Non mancavano neppure i familiari del colonnello Claus von Stauffenberg, autore del fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944.
Attraverso 24 pannelli cronologici corredati da fotografie e documenti dell’epoca, la mostra ricostruisce l’intera vicenda, ponendo interrogativi fondamentali: chi erano questi prigionieri? Da quali campi provenivano? Qual era il vero obiettivo delle SS? Come avvenne la loro liberazione?
L’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio nella memoria che unisce il silenzio delle montagne altoatesine all’incanto del Mediterraneo. Capri, descritta da Goethe come “un monumento di roccia in mezzo all’azzurro”, divenne infatti l’ultimo scenario di una prigionia politica senza precedenti prima del ritorno alla libertà.
La rassegna si concluderà il 3 giugno alle ore 19 con un concerto commemorativo che rievocherà quello organizzato il 3 giugno 1945 in omaggio alla libertà riconquistata dai prigionieri.
Tra i musicisti di allora vi erano anche i nonni dell’attuale sindaco di Capri, il violinista Paolo Falco e sua moglie Elisabeth Rudorff, in un ideale ponte tra memoria familiare e memoria collettiva.