Se la merita tutta,la standing ovation del pubblico napoletano Stefano Accorsi, che a teatro si smarca del tutto da quell’ appendice iconografica da bello e impossibile stile “Ultimo bacio”. In “Nessuno. Le avventure di Ulisse” in scena al Bellini di Napoli fino al 15 marzo, è un antieroe fragile, irriverente, confuso e molto, molto umano. Un uomo di oggi che non è arso tanto dalla sete di conoscenza quanto preso dalla voglia di ritornare a casa dalla sua Penelope. E se c’è qualcosa che lo rende unico, è la sua capacità di prendersi gioco del mondo. Ecco che lo troviamo a sfottere i ciclopi , che qui sono nani e tozzi, seppure sanguinari, oppure a fare il verso a Eolo, con una cantilena che ricorda tanto da vicino gli sketch un po’ da ebete di Massimo Troisi. E poi tenero, quasi un narcisista simpatico quando confessa a Penelope le corna con Circe.L’ Ulisse di Accorsi è un guerriero che non voleva andare in guerra e perciò si finge pazzo, ma il gioco non gli riesce per cui va, costretto, e dopo la morte di Achille si inventa una cosa assurda come il Cavallo di Troia (sulla scena reso sotto la forma di una specie di palestra di metallo dove lui si allena e parla, parla e si allena) con cui gioca d’azzardo col nemico e alla fine vince. Sempre sul filo del rasoio di una vita girovaga e incerta, questo Ulisse in tuta e scarpe da ginnastica non smette mai di lottare, si fa piccolo e grande al tempo stesso, si racconta e si fa bistrattare dalla sua donna, un’incredibile Penelope – la napoletana Francesca Del Duca – che canta, suona, tamburella e parla il giusto, per sfottere un po’. Meravigliosa la regia di Daniele Finzi Pasca, che rende perfettamente l’idea omerica (e universale, perciò immortale) che niente muore finché c’è qualcuno che riesce a raccontarne almeno un po’. Magari inventandosi tutto, perché alla fine resta solo lui, e la vita e le avventure potrebbero essere solo una grandissima bugia.
Ida Palisi
Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il Corriere del Mezzogiorno per le pagine della Cultura e del Primo Piano.
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