Elogio della vita a rovescio debutta in scena al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo dal 28 febbraio, portando sul palcoscenico un progetto che intreccia teatro e letteratura, visione registica e riflessione critica.
Prodotto da Produzione Index in collaborazione con A.D., Teatro Basilica, Lottounico e Carrozzerie | n.o.t, lo spettacolo nasce da un’idea di Daria Deflorian, condivisa con Giulia Scotti, ed è liberamente ispirato all’opera della scrittrice coreana Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024. Il titolo, mutuato da un saggio di Karl Kraus, suggerisce fin da subito uno slittamento di prospettiva: guardare la vita “al contrario”, interrogando ciò che definiamo normalità, equilibrio, successo.
Dopo una prima tappa nel 2024 dedicata a La vegetariana, il progetto si concentra ora su uno dei nuclei più intensi e ricorrenti nell’opera di Han Kang: il rapporto tra sorelle. Un legame fatto di prossimità e distanza, colpa e protezione, memoria e rimozione. In scena vediamo una sola sorella: quella che sembra aver trovato il proprio posto nel mondo, che ha saputo adattarsi, che ha retto. Ma l’altra — fragile, irregolare, “crepata” — continua ad abitare lo spazio come presenza invisibile, ribaltando le categorie di salute, forza e giustezza delle scelte.
Sullo sfondo, la violenza sottile delle relazioni domestiche e, più in profondità, quella del mondo.
Interprete è Giulia Scotti; la collaborazione alla drammaturgia è di Andrea Pizzalis, l’aiuto regia di Chiara Boitani, la direzione tecnica di Alessio Troya. La regia è di Daria Deflorian. Per Index lavorano Valentina Bertolino, Elena de Pascale, Francesco Di Stefano e Silvia Parlani. Le fotografie sono di Andrea Pizzalis, le illustrazioni di Giulia Scotti.
Accanto allo spettacolo, Galleria Toledo promuove anche due incontri in collaborazione con Feltrinelli Librerie, dedicati al dialogo tra letteratura e scena contemporanea e al delicato passaggio dal testo alla performance.
Elogio della vita a rovescio si presenta così come un attraversamento teatrale denso e necessario: un dispositivo scenico che invita a guardare il rovescio delle cose e a riconoscere, anche nelle fratture, una forma di verità.