Torna il COMICON a Napoli, ormai uno degli eventi del fumetto e della cultura pop più atteso in Italia, evento sold out ormai da settimane. Evento del fumetto sì, cultura pop senz’altro, ma che da tempo si è accreditato anche come importante appuntamento espositivo: le mostre, infatti, rappresentano uno dei nuclei più significativi del festival, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nei linguaggi del fumetto, dell’illustrazione e dell’animazione attraverso percorsi articolati e coinvolgenti. Non se ne parla come si dovrebbe, invece sono bellissime, non solo in sé: sono il momento di congiunzione dei vari pubblici del comicon: dai nerd e appassionati di antica data, agli accompagnatori dei nerd, ai semplici curiosi, fino ai neofiti però appassionati d’arte. Quest’anno sono belle come non mai, sarà perché si inizia con il magister Leo Ortolani! Il papà di Rat-Man (ma non solo) si racconta attraverso LEOLOGIA una vera e propria “stratigrafia” della sua carriera, che accompagna il pubblico fra tavole originali, bozzetti e materiali preparatori, permettendo di osservare da vicino il processo creativo dell’autore e l’evoluzione del suo stile nel tempo. Leologia è una mostra organizzata come una mostra scientifica di stratigrafia della produzione e della carriera di Leo Ortolani, divisa Pastellozoico, Storiassico, Leozoico e Leocene, e poi in varie sottofasi. Si parte dai primissimi disegni di bambino con le storie con personaggi Disney, Pippo e Topolino. Poi nascono i primi personaggi con il muso da scimmia, che è una caratteristica dei personaggi di Leo Ortolani, che infatti chiama all’inizio proprio il periodo scimmiano. Questi diventano i protagonisti della storia, fino poi al periodo più consistente, la nascita di Rat-Man nel 1989. È una mostra divertentissima, come lo stile di Leo Ortolani, anche per l’impostazione, non soltanto per i contenuti, perché paragonare la sua carriera a quella delle ere geologiche è di per sé uno spunto molto divertente.
Accanto a questa mostra, un’importante esposizione dedicata a “Vinland Saga”, il celebre manga di Makoto Yukimura incentrato sulle vicende dei vichinghi nell’undicesimo secolo. Dai fiordi dell’Islanda, alle pianure innevate dell’Inghilterra; dai mari tumultuosi del Baltico, alle vallate del Vinland, la grande storia dei vichinghi, tra lotte dinastiche ed epiche battaglie, si intreccia alla vita di Thorfinn, un coraggioso guerriero che di rinuncia alla via della vendetta, preferendo coltivare i germogli di un nuovo futuro lungo un sentiero di pace riassumibile nella celebre frase: “Io non ho nemici”.
Bellissima la mostra dedicata ad Aurélien Predal, una delle personalità più influenti e creative del panorama internazionale dell’animazione, inoltre autore del poster di COMICON 2026. Per capirci, uno degli animatori di Inside out 2. In questo caso il percorso si concentra sul linguaggio dell’animazione contemporanea, con interpretazioni personali di personaggi iconici come Asterix.
Un altro progetto particolarmente originale è “Orbit Orbit – Il viaggio del Cosmonauta Caparezza”, che fonde musica, fumetto e immaginario fantascientifico. Non mancano poi mostre che affrontano temi più introspettivi o sociali. “Sensuability”, giunta alla sua ottava edizione, continua il suo percorso di riflessione sull’inclusività e sulla rappresentazione dei corpi nel fumetto e nell’illustrazione, proponendo opere che invitano a superare stereotipi e pregiudizi. Allo stesso modo, molto affascinante è OSSESSIONE di Nine Antico, una mostra perfusa da un delicato e struggente erotismo.
Al COMICON Napoli 2026 una parte importante del programma espositivo è dedicata alla Palestina, attraverso un progetto articolato chiamato “Pop Wave – COMICON for Palestine”, pensato come un vero e proprio “festival nel festival”. Non si tratta di una singola mostra, ma di un insieme di esposizioni, installazioni e percorsi che usano il fumetto, l’illustrazione e l’animazione per raccontare storie di identità, memoria e resistenza. Una delle più significative è “Art for Palestine”, che raccoglie opere di artisti internazionali nate da una call aperta: il punto di partenza è la bandiera palestinese, reinterpretata come simbolo narrativo e politico. Bellissima “Kūmīks for Palestine – Fumetti per e dalla Palestina”, con opere di Ortolani, Manara e molti altri che raccontano in modo toccante il genocidio e particolarissima “Gli uccelli del paese rubato”, un’opera collettiva basata sul ricamo tradizionale palestinese (tatreez), con decine di piastrelle ricamate in un centro a Montesanto.Non solo mostre, anche se sono quelle che mi divertono di più, ma anche eventi e incontri, naturalmente. Abbiamo seguito un incontro con Andrea Angiolino e Aldo Putignano sul libro gioco e sul fumetto gioco, in occasione della pubblicazione del primo fumetto gioco della storia, ovvero “Leslie’s Life” di Charles Platt, recentemente pubblicato per la prima volta al mondo da Homo Scrivens.L’incontro è stato particolarmente appassionante perché ha ripercorso la storia delle storie a bivi che conosciamo tutti attraverso l’esperienza e la lettura dei classici Disney. Quest’opera ha radici molto profonde che vanno negli anni ’60, e Andrea Angiolino ha raccontato anche delle esperienze cinematografiche e letterarie, quindi non solo del fumetto, di questa particolarissima e non sempre molto conosciuta forma narrativa.In conclusione, il Comicon si conferma un’occasione interessantissima per la cultura pop di ogni genere, sia fumetto che gioco, e che soprattutto favorisce l’incontro tra persone e generazioni di lettori.
Foto di copertina di Serena Venditto