Il primo luglio negli spazi de Le Teche dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, si apre un nuovo capitolo di Donne ad arte, il progetto ideato e curato da Maria Cristina Antonini che da sedici anni costruisce uno dei percorsi più continui e stratificati dedicati alla cultura artistica femminile e al libro d’artista.
Nato all’interno della Biblioteca “Anna Caputi” come fondo dedicato alle artiste e alla cultura di genere, Donne ad arte si è progressivamente trasformato in un organismo culturale vivo, capace di intrecciare archivio, produzione e relazione. Le opere, le pubblicazioni e i progetti che lo compongono non restano fermi in una collezione, ma continuano a generare nuovi passaggi, nuove connessioni e nuove forme di racconto.
“Donne ad arte – dice la Antonini – si muove su di un duplice piano: raccogliere, custodire, far conoscere le espressioni artistiche delle donne e poi promuovere una diversa capacità di stabilire relazioni e di fare arte, realizzare negli studi e nei laboratori un’arte che parta dalle modalità delle donne, dal loro sguardo, dalla loro cultura di partire da sé che in qualche modo diventano metodo – e metodo che può essere condiviso da tutte e tutti “.
In questo contesto si inserisce la mostra Un filo a cui appendere le cose – Libri d’artiste, inaugurata nel marzo 2026 e dedicata al libro d’artista come spazio autonomo di ricerca. Qui il libro diventa materia e linguaggio insieme: non semplice contenitore, ma opera in cui testo, immagine e gesto si fondono in un equilibrio sempre diverso, unico o in tiratura limitata, che mette al centro la sperimentazione e la libertà formale.
Le opere esposte provengono dal fondo costruito negli anni attraverso donazioni e collaborazioni che hanno alimentato il patrimonio di Donne ad Arte all’interno dell’Accademia. Accanto ai lavori individuali trovano spazio esperienze condivise, realizzate a più mani, che restituiscono la dimensione profondamente relazionale del progetto e la sua capacità di costruire comunità artistiche.
Tra le artiste presenti si riconoscono i lavori di Maria Cristina Antonini, Agnese Brusca, Adriana De Manes, Agnese Fornito, Ivana Gaeta, Clara Garesio, Ilia Tufano, Daniela Pergreffi, Ellen G., Eva Santos, Rendel Simonti, in un dialogo che attraversa generazioni, linguaggi e sensibilità differenti.
Accanto alla mostra si colloca Dieci per sedici, dieci edizioni per 16 anni, pubblicazione che racconta la storia e i progetti di Donne ad Arte a cura di Maria Cristina Antonini e Agnese Fornito.
La giornata di domani, dal titolo Donne ad arte 10, prevede inoltre la presentazione di Edere, nuova collana dedicata alle tesi di laurea che affrontano temi legati alla cultura di genere, segno di un dialogo sempre più stretto tra ricerca accademica e produzione artistica contemporanea.
Saranno infine esposte nuove acquisizioni e libri d’artista recentemente donati al fondo, che continuano ad arricchire un archivio in costante espansione.
Nel suo insieme, l’iniziativa conferma la natura di Donne ad Arte come spazio di ricerca e produzione culturale in continua trasformazione, in cui mostre, pubblicazioni e acquisizioni contribuiscono a costruire un patrimonio condiviso dedicato all’arte delle donne e al libro d’artista.