Innanzitutto, lasciatemi esprimere la mia piccola gioia per il ritorno del pallone bianco in campo: trovavo quella specie di Super Santos, usato dall’inizio del campionato a oggi, brutto, arrogante e offensivo nei confronti dei daltonici. Ci hanno messo fin troppo a toglierlo di mezzo, e delle scorte infinite che ne avranno, considerato che doveva essere “il pallone ufficiale di tutto il campionato, per fronteggiare qualsiasi condizione atmosferica”, manco fossimo in Norvegia, dicevo, delle scorte che avranno potranno farne boe, tanto il colore è quello.Ma passiamo a Napoli-Fiorentina, fra buone e cattive notizie.La buona notizia è che è una squadra di superstiti che non ragiona come una squadra di superstiti, ma come i campioni di Italia. Nonostante nel mese di gennaio abbiamo giocato sistematicamente ogni tre giorni, che sono stremata io, figuriamoci loro. Nonostante l’elenco degli infortuni che trasforma una panchina di stadio in un reparto del CTO. Riepilogo, per comodità, in ordine sparso e con notizie prese qui e lì, quindi da prendere con beneficio di inventario: Kevin De Bruyne, lesione al bicipite femorale, rientro previsto ad aprile (così si dice in giro, e speriamo); David Neres, operato alla caviglia sinistra (vedi sopra); Matteo Politano, risentimento al muscolo semimembranoso (questi si fanno male in pezzi del corpo che non sapevo neanche ci fossero, comunque, rientro previsto a metà febbraio); Billy Gilmour, pubalgia (questa la so) rientra a febbraio; Vanja Milinković-Savić, risentimento alla coscia, rientro a febbraio, e per fortuna nel frattempo abbiamo ripreso Meret, fermo quattro mesi; André-Frank Anguissa, lesione al bicipite femorale, febbraio; Amir Rrahmani, risentimento al gluteo (c’è molto risentimento in giro), rientro a febbraio, e Pasquale Mazzocchi, infortunio alla caviglia, rientro da definire. Otto giocatori, a cui si è aggiunto quello del capitano Di Lorenzo, uscito in barella, in lacrime: dopo un contrasto aereo con Fabbian atterra male e il ginocchio fa un movimento innaturale. Mentre scrivo non si hanno ancora notizie, ma la situazione è parsa da subito per niente incoraggiante. Brutta, pessima notizia.Quindi, nonostante ogni telecronaca del Napoli sembri più un bollettino medico che altro, nonostante quando mi vedo con i colleghi la mattina non si parli di moduli, né di gol, né di tattiche o di avversari, ma di tempi di recupero di tendini e stiramenti e risentimenti, nonostante ormai la categoria dei tecnici da bar (tennici, per dirla con Benni) si sia trasformata in blocco in ortopedici da bar, nonostante in panchina contro il Chelsea Conte potesse contare su tre giocatori (tre giocatori in panchina, sì), nonostante questo, io vedo una squadra lucida, che si reinventa, che tira fuori tutto. È rientrato Lukaku, che ha giocato ancora pochissimo, ma è tornato. È arrivato Giovane, che ha giocato ancora poco, ma che secondo me ci darà soddisfazioni. E poi c’è Vergara, di Frattaminore, classe 2003, che in una settimana ha segnato contro il Chelsea in Champions e contro la Fiorentina in campionato. Che lo guardo e penso che, nonostante tutto, lassù Qualcuno ci ama.
Foto di copertina di Carlo Hermann