Il sipario si rialzerà esattamente da dove il destino lo aveva fatto calare. Il 16 ottobre il Teatro Sannazaro inaugurerà la sua nuova stagione con Lara Sansone e il suo storico Cafè Chantant, lo stesso spettacolo che avrebbe dovuto andare in scena la sera del 17 febbraio, quando un violento incendio devastò il teatro, interrompendo improvvisamente una delle più antiche stagioni teatrali di Napoli.
È il segno di una ripartenza che guarda al futuro senza dimenticare il passato. In attesa che la storica sede di via Chiaia venga ricostruita, il Sannazaro trasferirà la propria attività tra il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare e il TINy Sannazaro, dando vita a una stagione di 32 spettacoli nata dalla collaborazione tra il Comune di Napoli, la Mostra d’Oltremare e lo storico teatro cittadino.
Sul palco del Teatro Mediterraneo si alterneranno, oltre a Lara Sansone, Carlo Buccirosso con Qualcosa è andato storto, Peppe Barra con Buonasera a tutti, Biagio Izzo, Luisa Amatucci, Antonella Prisco, Miriam Candurro, Gina Amarante, Peppe Romano, Sergio Assisi e Leopoldo Mastelloni. Il TINy Sannazaro ospiterà invece spettacoli con Graziano Piazza, Antonella Stefanucci, Ingrid Sansone, Benedetto Casillo ed Ettore Nigro.
L’apertura con il Cafè Chantant assume un significato che va oltre il cartellone. È il ritorno simbolico dello spettacolo che il pubblico non poté vedere quella tragica sera di febbraio, quando le fiamme trasformarono il teatro in un cantiere e lasciarono la città senza uno dei suoi luoghi simbolo.
A raccontare il valore di questa ripartenza è la direttrice artistica Lara Sansone, legata al Sannazaro da una storia familiare che attraversa tre generazioni. «Questo teatro è stato, per ben tre generazioni, la casa artistica della mia famiglia. Qui si sono consacrate le carriere di quelli che oggi sono gli artisti più emblematici della grande scena napoletana. In questo teatro ho imparato a muovere i primi passi, da donna e da artista».
Il ricordo dell’incendio resta ancora vivo. «Il 17 febbraio del 2026 tutto questo è finito. Improvvisamente, inspiegabilmente, lasciandoci nel dolore più profondo. Nell’assenza di un luogo del cuore, di un luogo dell’anima, di un simbolo della città di Napoli», scrive Sansone, ricordando quanto sia stato difficile assistere alla distruzione del teatro nel quale è cresciuta.
Eppure il messaggio è soprattutto di speranza. «Ogni teatro ha un’anima, e la sua anima sono gli artisti», afferma. «Oggi il Sannazaro è ferito a morte e va ricostruito. Ma una cosa è ancora viva: la sua anima. Ed è nel suo nome che andremo avanti».
Per questo la stagione 2026-2027 rappresenta molto più di una semplice programmazione teatrale. «Abbiamo immaginato nuove storie da raccontarvi: 32 spettacoli, un numero maestoso di artisti diversi, formazioni e generazioni che si sono mosse per dare voce e cuore a un percorso glorioso che nessun fuoco potrà mai distruggere».
È proprio da quello spettacolo rimasto sospeso che il Teatro Sannazaro sceglie di ricominciare. Il Cafè Chantant del 16 ottobre non sarà soltanto il primo appuntamento della nuova stagione, ma il simbolo di una storia interrotta che torna finalmente a essere raccontata.