Per anni è stata al centro di ipotesi affascinanti, tra leggende, simboli esoterici e persino il presunto legame con la tomba di Vlad Tepes, il principe di Valacchia passato alla storia come Dracula. Ora, però, l’enigmatica iscrizione custodita nella Cappella Turbolo della chiesa di Santa Maria La Nova viene affrontata con un metodo completamente diverso: quello della ricerca scientifica.
A firmare il nuovo studio sono Cosimo Palma, dottore di ricerca in Intelligenza Artificiale, e Louie Helm, ricercatore di RockstarResearch.com. Il loro lavoro propone un’analisi basata esclusivamente su dati verificabili e strumenti scientifici, prendendo le distanze dalle numerose interpretazioni speculative che negli anni hanno alimentato il fascino del mistero.
La ricerca, già presentata in tre importanti appuntamenti accademici internazionali – il convegno CriTo di Torino, la conferenza Geheimschriftenzoom dell’Università di Wuppertal e HistoCrypt 2026, dedicata alla crittologia storica presso l’Università della Piccardia – rappresenta uno dei contributi più avanzati finora dedicati all’enigmatica epigrafe.
Secondo gli autori, i risultati ottenuti suggeriscono una lettura significativamente diversa rispetto a quelle formulate in passato. Gli studiosi, tuttavia, invitano alla prudenza: il lavoro non può ancora essere considerato una soluzione definitiva dell’enigma. Per completare la decifrazione sarà infatti indispensabile il contributo di specialisti in filologia e nelle lingue slave medievali, in particolare del ceco e degli idiomi affini.
L’aspetto più innovativo dello studio risiede nel metodo adottato. L’indagine integra tecniche di crittoanalisi tradizionale con modelli statistici avanzati e sistemi di segmentazione del testo supportati dall’intelligenza artificiale, confrontando l’iscrizione con ampi corpora di testi medievali in lingua slava. Un approccio multidisciplinare che punta a sostituire le suggestioni con evidenze misurabili e riproducibili.
I risultati saranno illustrati anche al pubblico nel corso di un incontro in programma il 20 luglio alle ore 17 al Museo Filangieri di Napoli. L’iniziativa, a ingresso libero, è promossa dall’Associazione Culturale IVI, impegnata da anni nella valorizzazione della storia e delle tradizioni della città.
«Mi ero interessato alla vicenda della presunta tomba di Dracula e al mistero dell’iscrizione della Cappella Turbolo – spiega Cosimo Palma –. Da ricercatore ho deciso di affrontare la questione applicando strumenti di intelligenza artificiale alla crittologia storica. Conoscendo gli studi di F. Afro de Falco e Salvatore Forte sulla simbologia dei monumenti napoletani, ho voluto confrontarmi con loro. Da quell’incontro è nata l’idea di presentare questi risultati anche a un pubblico più ampio».
Lo studio non pretende di chiudere definitivamente uno dei misteri più discussi del patrimonio storico napoletano. Al contrario, apre una nuova fase della ricerca, nella quale il dialogo tra informatica, linguistica e storia potrebbe contribuire a fare luce su un’iscrizione che continua ad alimentare curiosità e dibattito tra studiosi e appassionati.