Per me che sono nata nel 1980 la partitona è Napoli-Milan. Sì, quando vinciamo contro la Juventus la goduria è certo superiore, ma è quasi parimenti godurioso vincere contro il Milan, soprattutto se si tratta di vittorie come quella di ieri sera, che se non sono decisive hanno comunque un valore, come dire, altamente simbolico. Sarà per quel retrogusto anni ’80, che fa un po’ nostalgia, chissà.Dicevamo, vincere contro il Milan è molto bello. Forse ancora più bello adesso che negli anni ’80, perché la faccia di Allegri che ai microfoni di DAZN sembra che abbia appena mangiato un limone intero con tutto il ramo e le fronde non ha paragoni con qualsiasi espressione di Sacchi io abbia potuto vedere in gioventù. È una faccia sdegnata, incredula (ancora? Due scudetti in tre anni e ancora facciamo queste facce? Siamo seri…), incazzata. Una delizia per gli occhi.Vincere contro il Milan è molto bello. Soprattutto se dall’uovo di Pasqua invece del ritorno di Lukaku esce non solo che Lukaku non torna – e porca miseria, era proprio la partita sua – sia che Højlund ha la febbre e salta il turno, e quindi la predisposizione d’animo non è delle migliori. È tutto l’anno che l’avversario principale del Napoli è la forma fisica, che lottiamo contro risentimenti muscolari, sciatalgia, lombo sciatalgia, contratture, crociati che schioppano: la febbre, in confronto, è poca cosa, a meno che non sia tifo, però pure è una gran rottura. E quindi Conte sta così, rilassato come prima di Letteratura Greca II, che non sa bene cosa chi e quando. Sa che vincere ti proietta da solo al secondo posto, perdere ti avvicina più alla quinta che alla prima. Lo sa pure Allegri. E quindi, nel primo tempo stanno tutti e due appaurati e rigidi come lampioni e in campo non succede una mazza. Io veramente del primo tempo non ricordo nulla. Sarà anche successo qualcosa, per carità, ma io ho l’impressione di aver guardato un prato per 45 minuti più recupero.Vincere contro il Milan è molto bello. Soprattutto quando nel secondo tempo il Napoli si ricorda che non è la scampagnata di Pasquetta, ma che in quel prato verde devono giocare. E quando al 79esimo Alisson Santos – forse il migliore in campo – palla la palla a Olivera, cross morbido, allontana De Winter e arriva a Politano che di sinistro non sbaglia. E dopo un quarto d’ora abbondante di passione finisce.Siamo secondi. Secondi.Che già potrebbe andare benissimo, per carità. Per come è partita la stagione, con tutti gli infortuni di cui sopra, finirla così non sarebbe affatto un brutto risultato, no? Però. Però mancano 7 giornate alla fine, e 7 punti dall’Inter. Che ne sappiamo noi che… insomma…no?In fondo, finché non lo dice la matematica tutto è possibile. Anche una sorpresa.
Foto di copertina di Carlo Hermann