Rita Casdia, artista visiva, sviluppa la sua ricerca attraverso disegno, pittura e video-animazione in claymation, esplorando il rapporto tra corpo, identità, memoria e dimensione onirica. Il suo lavoro indaga le dinamiche emotive più profonde attraverso immagini sospese tra realtà e immaginazione, dove la trasformazione diventa una condizione esistenziale. Docente di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Umberto Boccioni di Milano, affianca alla pratica artistica un’importante attività didattica, fondata sull’osservazione e sulla capacità di sviluppare lo sguardo creativo delle nuove generazioni.
L’artista collabora con una sua opera alla tredicesima edizione del Premio per la Responsabilità Sociale “Amato Lamberti”.
Rita la sua produzione attraversa disegno, pittura e video-animazione in claymation: come dialogano la fisicità della plastilina e il linguaggio digitale?
Per me è un unico processo creativo, in cui non percepisco una vera scansione del tempo. Ciò che guida il mio lavoro è soprattutto la curiosità di far emergere nuove immagini. La materia, il movimento e l’immagine in trasformazione fanno parte dello stesso percorso.
Al centro del suo lavoro ci sono spesso dinamiche affettive complesse, inconscio e dimensione onirica. Come traduce stati psicologici così profondi in immagini?
Ho sempre creduto molto nel potere delle immagini e meno nelle parole. Per me è più naturale tradurre ciò che osservo attraverso immagini fisse o in movimento.
La difficoltà è trovare soluzioni formali e narrative capaci di creare una risonanza in chi guarda. Le dinamiche affettive profonde appartengono all’inconscio, ma si manifestano continuamente nella vita quotidiana: basta osservare ciò che ci circonda con maggiore attenzione.
Da docente al Liceo Artistico Umberto Boccioni di Milano, come il confronto con le nuove generazioni entra nella sua ricerca artistica?
Diventare insegnante è sempre stato il mio obiettivo fin da quando ero studentessa. Amo molto questo lavoro e credo sia fondamentale, per un artista, confrontarsi con l’unicità e le potenzialità di ogni studente. Insegno Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Boccioni di Milano da diversi anni e considero questo percorso formativo molto importante per le nuove generazioni. L’arte è un’esperienza fisica che richiede una grande attenzione mentale. Il mio obiettivo è aiutare gli studenti ad affinare lo sguardo sul mondo.
Nelle sue opere il corpo appare spesso in trasformazione. Quale urgenza la guida nell’esplorare identità e mutamento?
Tutto è impermanente e in continua trasformazione, e oggi questo è evidente in ogni ambito della nostra vita. Siamo continuamente chiamati a scegliere, modificare, adattarci.
Non siamo perfetti nelle nostre risposte alla vita e il processo di trasformazione può generare forme impreviste: si perdono parti di noi e se ne aggiungono altre, spesso inaspettate. Quello che mi interessa rappresentare è proprio la forma che riusciamo a costruire nel corso dell’esistenza.
Quali nuovi linguaggi o percorsi di ricerca sta esplorando per i prossimi lavori?
Sto lavorando a una nuova video-animazione realizzata con una tecnica tradizionale: disegni su carta. In questo momento mi interessa ricostruire immagini attraverso alcuni ricordi d’infanzia legati a un antico palmento abbandonato dove spesso giocavo.
Non escludo in futuro di utilizzare anche l’intelligenza artificiale per una nuova opera, ma per ora non voglio che questa tecnologia condizioni il mio processo creativo.
Ci racconta l’opera realizzata per il Premio Lamberti?
Il disegno dal titolo Conversazioni fa parte di una serie di opere su carta realizzate con inchiostri al gel. L’opera è composta da figure insolite che dialogano tra loro e raccontano quanto la comunicazione possa essere talvolta incomprensibile e frammentata. I soggetti, caratterizzati da una fisicità deformata, frammentata o privata di alcune parti, emergono con una naturale ironia nella quale possiamo riconoscerci. Sono figure che raccontano la complessità dell’essere umano e il modo in cui, nonostante le imperfezioni e le trasformazioni, continuiamo a cercare un rapporto con gli altri.