Il titolo viene da un film ed è la storia di una nonna che tiene unita la famiglia con la musica e il cibo. Che nella family band di Francesco e Simone Capriglione si trasforma in cibo dell’anima. Loro sono i Soul-Food Vocalist e a lanciarli al vasto pubblico è stato Gigi d’Alessio, nel talent show musicale televisivo “The voice generations”. Una scelta giusta, visto l’enorme successo del gruppo al Teatro Augusteo di Napoli, con la platea piena di fan e il gruppo che si prodotto in un’esibizione da vere star. Che, dopo vent’anni di carriera e una tappa Oltreoceano di tutto rispetto all’Apollo Theatre di Harlem (il primo artista italiano a esibirsi lì fu Pino Daniele) hanno ormai un pubblico di affezionati e si sono dimostrati più che all’altezza di un tour di concerti.
Quella all’Augusteo (il 5 febbraio 2026) è stata, infatti, la seconda tappa dell’Epico Tour 2026 dopo Pompei: le prossime sono in programma a Battipaglia il 1 marzo al teatro Giuffrè e all’auditorium di Sant’Alfonso di Pagani il 17 aprile. Il tour è interamente prodotto dalla band, che si è esibita in formazione da cinque: con Francesco e Simone Capriglione, anche Carmen Scognamiglio, storica vocalist del gruppo (oggi moglie di Simone), Antonella Parmentola e Ornella Foti. Con il coordinamento musicale di Claudia Vietri e gli arrangiamenti epici, sinfonici e pop di Antonello Cascone, Graziano Donadona e Matteo Passarelli, i Soul-Food Vocalist hanno offerto al pubblico napoletano due ore di concerto godibile e partecipatissimo, con cambi d’abito degni di grandi palcoscenici: se ci fossero stati i telecronisti delle Olimpiadi invernali, forse avrebbero scambiato anche qui qualcuna delle vocalist per Mariah Carey, per la voce, oltre che per lo stile. Oppure sognato di vedere Lady Gaga, quando Antonella Parmentola si è esibita di bianco vestita, per eseguire I’ll never love again. Epico Tour ha portato all’Augusteo con molta disinvoltura brani del panorama musicale internazionale che hanno fatto storia: “Stand by me”, “The Show Must Go On”, “Via Maniac”, fino a “My way” di Frank Sinatra. Brani italiani come “A mano a mano”, “Un senso”, Caruso” per il bis e l’intramontabile ‘O Sole Mio hanno completato con successo il repertorio del quintetto vocale, che si è esibito con un’orchestra di venti elementi dal vivo e vede il suo punto di forza – oltre che nelle comprovate abilità canore – in un grandissimo affiatamento artistico: hanno cantato con sentimento, e il pubblico l’ha sentito tutto.