Federico Quaranta arriverà in Campania – per ascoltare la voce dei luoghi, quella che si manifesta nel fuoco del Vesuvio, nel silenzio dei monti, nei sentieri sospesi sul mare, nelle strade lente del Cilento e nei templi che raccontano l’eternità -nella seconda settimana di “Il Provinciale”, in onda da lunedì 14 a venerdì 18 settembre alle 20.10 su Rai 3. La terra campana non è solo paesaggio, ma linguaggio: parla attraverso le persone, i miti, le radici e le trasformazioni. Ogni tappa è una “parola” di questa lingua antica che il Provinciale proverà a decifrare. Sul bordo del cratere del Vesuvio, Federico Quaranta incontrerà Mario, uno psicomago che vive sotto il vulcano. Qui la terra non dorme, trattiene il fiato. È come stare sopra un gigante che respira piano, ma che potrebbe svegliarsi da un momento all’altro. È come stare sopra ad una bomba pronta ad esplodere. È anche un modo per sentire la vita nella sua forma più pura: quella che non promette niente, ma che brucia. Lo psicomago racconterà come ci sia un forte legame tra il Vesuvio e la città di Napoli, la Napoli del tempo perso all’utile e sacrificato alla poesia.
Da Napoli il conduttore si recherà a Pompei, dove il Direttore degli scavi del sito archeologico Gabriel Zuchtriegel racconterà non le grandi ville dei notabili, ma la vita e le abitazioni degli schiavi, della gente comune e dei loro passatempi. Pompei è una macchina del tempo e il conduttore proverà a dare una risposta su cosa voglia dire andare a Pompei oggi, quale sia lo spirito giusto per affrontare questa visita.
A seguire, il racconto delle suore del Santuario della Madonna di Pompei che raccolgono donazioni di vestiti da sposa e dopo averli “restaurati” li regalano a chi sta per sposarsi ma non può permettersi di comprarne uno.
Dall’ombra del Vesuvio si salirà verso la luce del Monte Faito. Qui la terra cambia voce. Non è più il respiro caldo del fuoco, ma quello fresco del vento. È la montagna che guarda il mare. Il monte Faito obbliga a rallentare, a guardare, a respirare. In estate, i contadini salivano per tagliare legna, raccogliere ghiaccio, fare provviste per l’inverno. All’interno di un bosco di faggeti Federico incontrerà Giuseppe Buonocore, che da sei anni fa la guida turistica nel Monte Faito. Scendendo dal monte, conoscerà poi Lello un boscaiolo che taglia la legna e la trasporta con i muli.
A seguire, tappa nel buen retiro di Peppe Guida uno chef di Vico Equense, che con i suoi ettari di terreno coltivato e con il suo grande orto rappresenta una cucina che nasce dall’orto, dalle mani, dai ricordi della saggezza contadina. Dopo aver incontrato Vincenzo Aprea, maestro d’ascia di Sorrento che costruisce scafi su misura come un tempo, Federico Quaranta raggiungerà la Costiera Amalfitana, tra terrazze di limoni, ginestre, scogliere e panorami infiniti.
Si domina il mare fino a Capri, e si cammina come in equilibrio tra due mondi: la terra che si arrampica e il mare che respira. Gli antichi abitanti della zona lo percorrevano per spostarsi tra i borghi montani e quelli costieri: era una via di collegamento, ma anche un percorso spirituale. Il cammino come rivelazione. Il cammino degli dei è il percorso di trekking più bello al mondo.
Ad un certo punto del cammino Federico arriverà nei pressi della casa di Antonio Milo, un uomo di quasi quarant’anni che da tantissimo tempo fa il pastore e che nella sua casa sul sentiero accoglie i viandanti. Tra questi c’è Stani, un giovane scrittore che ha deciso di aiutare Milo e di contemplare il mare di fronte a lui per ispirarsi nei suoi racconti. Sulla costa visiterà anche i vitigni eroici della famiglia Ferraioli che coltivano stupende vigne in un pendio tortuoso a picco sul mare.
Federico Quaranta percorrerà poi i borghi silenziosi del Cilento, colline che respirano lente e volti che raccontano un’Italia antica, autentica. Qui il silenzio è una voce, la lentezza è una scelta, e la natura detta ancora il ritmo della vita. E’ un’Italia che non fa rumore.
È il Cilento interno. Lontano dal mare e dal turismo di massa, il Cilento interno è un mondo a parte. Il conduttore incontrerà qui Giovanna Voria, una imprenditrice agricola che coltiva le sue terre in maniera totalmente sostenibile e che è stata nominata ambasciatrice della dieta mediterranea.
La puntata terminerà al Parco Archeologico di Velia. Il parco è una sintesi perfetta tra storia, filosofia e paesaggio. Qui nacque una delle più importanti scuole filosofiche del mondo antico: la Scuola Eleatica, fondata da Parmenide e proseguita da Zenone di Elea, considerata una delle culle della filosofia occidentale. Qui Federico incontrerà la cantante napoletana Dadà, che con la sua musica da voce alla complessità del Cilento e alla sua magica bellezza.
Nell’ultima puntata della settimana si tornerà al mare, ad Agropoli. Nel Cilento, tutto sembra cominciare e finire nello stesso punto: tra il respiro dell’acqua e la forza della pietra. Da Agropoli a Paestum, è un viaggio nella memoria, ma anche dentro noi stessi. Perché ogni cammino, alla fine, è un ritorno. Agropoli nasce dal mare e dal mare ha imparato tutto: la forza, la pazienza, il ritorno.
Ad Agropoli si vive anche di pesca, un mestiere antico che ancora non è scomparso. Il conduttore incontrerà un giovane pescatore, Pasquale, che fa un lavoro antico con entusiasmo e con forza di volontà. Il pubblico potrà poi conoscere la storia di Antonio Vassallo da Acciaroli, pescatore e ristoratore, figlio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso dalla camorra. Alla fine del cammino si arriverà a Paestum. I templi accoglieranno il Provinciale come giganti gentili, custodi di un tempo che non passa e Tiziana D’Angelo, la direttrice degli scavi archeologici di Paestum e Velia, racconterà la storia di Paestum e della sua memoria custodita.
Giovanni Salzano
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