A centocinquant’anni dalla nascita di Vincenzo Russo, tra i più importanti poeti popolari della canzone classica napoletana, la Fondazione Bideri rende omaggio alla sua eredità artistica con la pubblicazione di un 45 giri digitale dedicato a “Maria Marì”, il brano che nel 1899 lo consacrò autore di successo e che ancora oggi rappresenta uno dei simboli della tradizione musicale partenopea.
Disponibile sulle principali piattaforme di streaming, il progetto propone due diverse interpretazioni della celebre canzone, entrambe ispirate alla declinazione ritmica che ne ha favorito la diffusione internazionale nel corso del Novecento.
La prima traccia è una rilettura in chiave retroswing firmata dalle Ladyvette, il trio vocale femminile che rievoca l’atmosfera delle ballroom americane degli anni Venti. L’arrangiamento intreccia la tradizione musicale napoletana con il linguaggio del jazz leggero, mentre le linee vocali mettono in dialogo il testo originale con la traduzione inglese realizzata da Louis Prima. Un incontro tra culture che testimonia la capacità della poesia di Vincenzo Russo di superare i confini della lingua napoletana e parlare a un pubblico internazionale.
La seconda traccia recupera invece una preziosa testimonianza storica: la rimasterizzazione della più antica registrazione fonografica oggi conosciuta di “Maria Marì” interpretata in inglese. Incisa a Sydney nel 1927 da Cec Morrison insieme ai suoi Gloom Chasers, la versione fu registrata durante una trasmissione radiofonica dell’emittente 2BL e successivamente pubblicata su disco a 78 giri dalla Parlophone Records. L’arrangiamento, caratterizzato dal tipico ritmo sincopato del jazz orchestrale dell’epoca, racconta la precoce fortuna internazionale della composizione.
Tradotta già nel 1907 da Franck Sheridan con il titolo “Be My Love, Be My One”, “Maria Marì” contende a “‘O sole mio” e “Torna a Surriento” il primato di canzone napoletana con il maggior numero di traduzioni nel mondo. Nel corso degli ultimi cento anni è stata interpretata da oltre cinquanta artisti stranieri, tra cui Dean Martin, Louis Prima, Bill Haley, Chubby Checker, James Last, Ray Gelato, Michael Bublé e Rod Stewart, confermando la straordinaria capacità della scrittura di Vincenzo Russo di attraversare epoche, culture e generazioni.
«Dopo aver riscoperto canzoni come “Fronn’ ‘e rose”, “Marenà, marenà” e “Sì tu turnasse”, rendiamo nuovamente omaggio al talento di Vincenzo Russo, ricordando uno degli autori che hanno contribuito a definire l’identità della nostra tradizione musicale», ha dichiarato Ferdinando Bideri, presidente della Fondazione Bideri. «Ci auguriamo, ancora una volta, che la candidatura della canzone classica napoletana a patrimonio UNESCO prenda finalmente slancio, trasformando un repertorio già universale in un progetto condiviso di tutela e promozione.»
La pubblicazione del 45 giri digitale rappresenta inoltre il primo appuntamento del progetto “inVersiVisioni”, con il quale la Fondazione Bideri proseguirà, nel prossimo autunno, le celebrazioni dedicate al 150° anniversario della nascita di Vincenzo Russo. L’iniziativa culminerà in una mostra fotografica realizzata con il contributo della Regione Campania, offrendo una nuova occasione per riscoprire la figura e l’opera di uno dei protagonisti della grande stagione della canzone classica napoletana.