Mercoledì 17 giugno l’Archivio Ferrara ospita la mostra “Il Giappone, equilibrio nel tempo”, seconda tappa del progetto “Studi aperti”. Per la fotografa napoletana si tratta di un atteso esordio a colori.
Un invito alla lentezza, un viaggio visivo che spinge a fermarsi per contemplare la delicatezza sospesa del mondo circostante. Mercoledì 17 giugno, alle ore 18:00, le porte dell’Archivio di Luciano Ferrara, situato nello storico Palazzo Ruffo di Castelcicale in Via Foria 106, si apriranno per inaugurare “Il Giappone, equilibrio nel tempo”. La mostra personale di Federica Gioffredi segna la seconda tappa di “Studi aperti”, un progetto lungimirante nato con l’obiettivo di accorciare le distanze tra il pubblico e il processo creativo della fotografia. L’iniziativa punta a creare una vera e propria rete tra professionisti dell’obiettivo attraverso mostre, eventi e masterclass, svelando la storia e il lavoro che si celano dietro ogni singolo scatto.
In un suggestivo gioco di scambi, la scorsa settimana era stata proprio Federica Gioffredi a ospitare nella sua home gallery al Parco Margherita i celebri e storici scatti di Luciano Ferrara dedicati a Maradona. Stavolta il testimone passa a Ferrara, che accoglie nel suo archivio il racconto intimo del Sol Levante firmato dalla fotografa.
La vera novità di questa esposizione, composta da una raffinata selezione di nove fotografie, risiede in una svolta stilistica radicale. Per la prima volta, infatti, il classico e rigoroso bianco e nero che ha sempre contraddistinto la cifra visiva di Gioffredi incontra la potenza espressiva del colore. La fotografa spiega che il Giappone non è semplicemente un luogo, ma uno stato d’animo, un’essenza in perfetto equilibrio tra il silenzio di un giardino zen e i neon di una metropoli infinita. Questo racconto si sviluppa proprio attraverso un inedito esordio cromatico, capace di muoversi tra contrasti e tradizioni.
Il percorso espositivo si snoda attraverso tre città fondamentali che fungono da ponte tra futuro e memoria. La modernità urbana di Tokyo, che rappresenta il domani, cede il passo al silenzio meditativo dei templi di Kyoto, custode del passato, fino ad arrivare alla sacralità di Nara. Quest’ultima incarna lo spirito più profondo dell’opera, un luogo in cui i cervi, da sempre considerati messaggeri divini, convivono in totale armonia con l’uomo.
Per Federica Gioffredi il Giappone non è una meta da visitare, ma un’atmosfera da respirare. Le sue fotografie compongono un diario intimo dove la luce tagliente e i forti contrasti monocromatici lasciano il posto a rossi accesi e magnetici. Nelle tessere di questo mosaico visivo, le immagini si trasformano in un’esperienza sensoriale che cattura l’essenza misteriosa del Sol Levante. Lo spettatore può così scorgere il movimento ipnotico delle carpe Koi, che spezzano l’oscurità dell’acqua con guizzi color fuoco, o l’eleganza effimera di una geisha che scivola via tra sete preziose e dettagli scarlatti.
Questo esordio cromatico non rinnega il passato, ma lo arricchisce. Luce e colore si completano, restituendo tutta la sacralità, il silenzio e l’energia del Giappone più autentico. L’appuntamento con “Studi aperti”, sostenuto dall’associazione NOOS APS e dalla cantina La Guardiense Janare, offrirà per un’intera settimana un accesso raro e privilegiato ai mondi e agli archivi personali di grandi professionisti della fotografia, regalando a Napoli un’occasione imperdibile per gli amanti dell’arte visiva e della cultura d’Oriente.