Il mondo della cooperazione, del terzo settore e dell’associazionismo scende in piazza contro la violenza la mattina di sabato 16 maggio 2026 in una manifestazione promossa da Libera Campania e Chiesa di Napoli che ha raccolto le adesioni di oltre 150 associazioni, insieme ad artisti, scrittori, rappresentanti della società civile. La mobilitazione intende chiedere un impegno maggiore nel contrasto alla povertà educativa, la dispersione scolastica e il disagio giovanile, mettendo in rete scuole, società civile, istituzioni, Chiesa e Terzo Settore. In marcia ci sarà anche una larga rappresentanza delle tante cooperative del Consorzio Gesco, realtà da sempre in prima linea nel promuovere i diritti dei più fragili e nel chiedere una più equa distribuzione delle risorse. «Crediamo sia necessario mobilitare le coscienze e sensibilizzare l’attenzione pubblica sul tema del violenza e del disagio giovanile a partire dai ragazzi della nostra città – spiega il presidente di Gesco, Giacomo Smarrazzo – chiediamo però di andare oltre i proclami e le passerelle, superando la retorica della sicurezza. Credo siamo ad un punto di svolta: è giunto il momento di avviare un reale programma di investimento culturale e di servizi di welfare di prossimità».La marcia partirà da piazza Garibaldi alle 10,30 e dopo aver attraversato le strade principali della città arriverà a piazza Dante dove si terrà un’assemblea pubblica con diversi interventi.La mobilitazione ha preso le mosse la necessità di fare rete, rafforzando il processo del Patto educativo e una Legge regionale sull’Educativa di Comunità che prevedano la continuità dei progetti educativi. Tra i firmatari dell’appello: Maurizio De Giovanni, Silvio Petrella, Valeria Perrella, Viola Ardone, Peppe Lanzetta, Roberto Andrò, Mimmo Basso, Costanza Boccardi, Luciano Stella, Isaia Sales che hanno risposto all’invito dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia: «La marcia popolare dell’educazione – spiega il cardinale – è un’opportunità importante per ribadire che la repressione non basta perché serve prevenzione. La camorra si nutre della povertà educativa e del vuoto di futuro. Per questo si combatte prima di tutto nei luoghi della crescita, nei legami spezzati, nelle solitudini che feriscono i nostri ragazzi. Ogni giovane sottratto alla strada è una vittoria di civiltà. Ogni vita salvata è un argine al male».Uno degli obiettivi che la manifestazione intende riportare all’ordine del giorno è Il Patto educativo, che in questi mesi, nei diversi ambiti e nelle singole municipalità ha visto a lavorare insieme scuole, parrocchie e associazioni. L’iniziativa, inoltre vuole dare voce a chi ogni giorno lavora nei quartieri popolari, nelle scuole, nelle carceri, nelle comunità con minori, con i giovani, con le persone fragili, spesso in condizioni precarie, e rilanciare un impegno collettivo per contrastare marginalità, povertà e violenze. Alla manifestazione ha aderito anche la rete per la sicurezza. «La marcia – aggiunge Mariano Di Palma, coordinatore regionale di Libera – sarà anche un momento di festa, arte e condivisione, con musicisti e artisti di strada, per costruire una città più giusta e bella, forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi le usa. Una città che ricorda i suoi giovani e le sue vittime innocenti, e che si unisce per fermare la violenza culturale, patriarcale, ambientale delle camorre e dei sistemi corruttivi. Armi e droga devono sparire dai codici informali ed illegali della città. Finché non ci libereremo dal possesso illegale e diffuso delle armi e finché non renderemo i quartieri più popolari luoghi di risanamento pubblico e sociale continueremo a sentire colpi di pistola, vedere il sangue per le strade, piangere giovani vittime».
Elena Scarici
Giornalista, scrive di cronaca e di vita della Chiesa per il settimanale Nuova Stagione della Diocesi di Napoli e collabora con il Corriere del Mezzogiorno-Corriere della Sera. E' coordinatrice degli Oblati Benedettini d’Italia.
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