Renato Zanella farà la differenza. L’impronta del nuovo direttore della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo voluto dal sovrintendente Fulvio Macciardi si è vista alla prova del suo primo spettacolo alla guida della compagnia del Massimo napoletano, Soirée Balanchine (in scena da martedì 28 aprile a domenica 3maggio 2026). Certo, ballerine e ballerini delle scuole di danza napoletane hanno affollato le repliche, accanto a qualche affezionato e ai turisti che si avventurano in platea come se stessero a Palm Beach, ma la differenza si vede. Non solo – e non ancora – perché quella che è andata in scena per quattro repliche è stata una compagnia più stabile, così come voluto da Macciardi. Ma soprattutto perché l’esordio del nuovo direttore, preceduto ogni sera da mezz’ora di incontro con il pubblico nel foyer del teatro, è stato nel segno della classicità e della leggerezza al tempo stesso. Vale a dire: uno spettacolo per tutti. Molto attoriale, anche, dove i ballerini – cosa vista di rado – parlano tra loro: Zanella ha inserito tra due pezzi neoclassici del Novecento anche una coreografia di Uwe Scholz, la Sinfonia n.7 più leggera e animata.
Lo spettacolo si apre con Serenade creata nel 1934 sulla musica “Serenata per archi in do maggiore” di Čajkovskij: un manifesto del neoclassicismo in danza, dove lo stile del grande coreografo – e “padre” della danza classica americana – viene restituito sul palco del San Carlo con una certa sicurezza nell’interpretazione, riportandoci con naturalezza nella narrazione balanchiana rimontata per il San Carlo da Soimita Lupu. Dominazione, narcisismo, abbandono sono al centro di Black Cake, coreografia di fine anni Ottanta dell’olandese Hans van Manen, ripresa per il San Carlo da Feline van Dijken che regola le dinamiche di potere uomo-donna su una colonna sonora che accosta Čajkovskij, Leoš Janáček, Stravinskij, Pietro Mascagni e Jules Massenet. Chiude lo spettacolo la Sinfonia n. 7 creata dal coreografo tedesco Uwe Scholz nel 1991 (e ripresa da Tatjana Thierbach ed Eleonora Demichelis Polian) su musiche di Beethoven . Il corpo di ballo del San Carlo supera la prova, sia pure con qualche incertezza (e forse stanchezza) restituendo al pubblico il senso di un divertimento collettivo, riuscendo a passare con disinvoltura da un registro all’altro.
Ida Palisi
Giornalista professionista, esperta di comunicazione sociale, dirige l’Ufficio Comunicazione Gesco. Collabora con il Corriere del Mezzogiorno per le pagine della Cultura e del Primo Piano.
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