
Goldrake torna in tv e con lui tutta la nostalgia dei vecchi boomers in poltrona
Goldrake torna in tv e con lui tutta la malinconia dei vecchi boomers in poltrona
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Centinaia di migliaia di persone scendono in piazza per chiedere la pace, riempiendo le strade di città grandi e piccole eppure, a finire in prima pagina sono le immagini degli scontri: cariche, fumogeni, vetri infranti. Così ieri, con i cortei a Napoli e in oltre ottanta città italiane: un movimento diffuso, partecipato, che viene raccontato soprattutto attraverso le sue eccezioni, non la sua sostanza.

C’erano una volta gli zaini Invicta, indistruttibili compagni di viaggio che passavano di mano in mano, da fratello a fratello. Lo compravi alle medie e ti accompagnava fino alle superiori, all’università e oltre, tanto che ancora resiste orgoglioso sulle spalle di nostalgici quarantenni.

A Praia a Mare, località bellissima tanto amata dai napoletani, il tempo delle notti brave per i minori di 14 anni è finito. O quasi. Il sindaco Antonino De Lorenzo ha firmato un’ordinanza che suona un po’ come: “A letto presto, ragazzi, e niente scuse.”

C’è un virus

unque, l’8 e il 9 giugno si è votato.
O meglio, si poteva votare. In teoria.

Quando si parla di violenza di genere, di femminicidio, non basta denunciare l’atto estremo. Bisogna fare attenzione anche ai dettagli, alle parole, ai racconti, alla comunicazione che costruiamo intorno a quei corpi e a quelle vite spezzate.

Una città intera si ferma oggi per ricordare Martina Carbonaro, la giovane vittima dell’ennesimo femminicidio che ha scosso profondamente Afragola e l’intero Paese. In segno di lutto, dolore e solidarietà, è stata organizzata per questa sera una fiaccolata commemorativa, con partenza da Piazza Municipio di Afragola alle ore 19:00.

Non capita tutti i giorni che a uno spettacolo teatrale reciti un principe e racconti così senza filtri e senza veli la sua storia.

A Napoli, in questi giorni, c’è più ansia che turisti — e non era facile. La città è in fermento per un possibile scudetto, e come ogni cosa a Napoli, anche questo non è semplice entusiasmo: è un rito collettivo, una cerimonia sacra fatta di scaramanzie, formazioni da non toccare e venditori abusivi che hanno già messo le bandiere tre dieci euro.