Martedì, 06 Dicembre 2022

La carica dei 60mila testimonia la fame di lavoro dei napoletani

di Sergio D’Angelo 

Nonostante lo scarso preavviso e le vacanze estive, i partecipanti al concorso del Comune dovrebbero essere circa 60mila allo scadere dei termini per la presentazione delle domande fissato a mezzanotte. Più del doppio le domande, perché molti candidati hanno scelto di concorrere per più di una delle 24 posizioni lavorative previste dal bando. Ho già scritto che non esiste risposta migliore alle critiche al Reddito di Cittadinanza perché non c’è partita, quando la scelta è fra un sussidio di importo tutto sommato modesto e un lavoro vero.

Un altro schiaffo morale arriva dai giovani, accusati di non voler lavorare. Invece l’età media dei partecipanti è di 34 anni per i profili riservati ai diplomati e 36 per quelli a cui potranno accedere invece i laureati. Un’età media così bassa vuol dire che tanti giovani di età compresa fra i venti e in trent’anni parteciperanno, a dimostrazione che quello che si rifiuta non è il lavoro ma lo sfruttamento e le paghe da fame che costituiscono la maggioranza delle offerte su territori come il nostro.

Le assunzioni saranno per ora 1.394, troppo poche per la fame di lavoro della nostra città, ma come ha precisato il sindaco Manfredi lo scorso 2 agosto siamo solo all’inizio perché per ogni posto messo a bando ci saranno almeno quattro o cinque candidati idonei e quindi esiste una possibilità reale che le assunzioni possano essere circa 7.000 nell’arco del prossimo triennio.

Una buona notizia per almeno due ragioni. La prima è che si ricomincia ad assumere nella pubblica amministrazione e in particolare al Comune di Napoli. La seconda che l’immissione di personale giovane e qualificato - una generazione cresciuta con i social e gli smartphone - ha una dimestichezza naturale nell’uso degli strumenti informatici e renderà quindi più rapida la transizione digitale. Fermo restando la necessità di programmare in tempi rapidi un aggiornamento massiccio di riqualificazione e valorizzazione del personale attualmente impiegato che garantisce comunque fra mille difficoltà il funzionamento della macchina comunale. Serve quindi un’amministrazione al passo coi tempi in grado non solo di assicurare alla popolazione dei servizi più efficienti, ma anche di garantire una sponda affidabile alle aziende del territorio.

Abbiamo accumulato troppi ritardi, è tempo di rompere gli indugi e recuperare il terreno perduto. Non solo quindi per ragioni etiche, per assicurare le stesse opportunità a tutte e a tutti senza ingerenze, ma sarà necessario che il concorso si svolga in assoluta trasparenza e secondo criteri meritocratici, affinché sia immesso nel ruolo chi è davvero capace e quindi in grado di elevare gli standard della nostra amministrazione pubblica. In bocca al lupo alle candidate e ai candidati, a quelli per i 500 posti del concorso di Asìa e a quelli per i quasi 2.000 posti al Comune di Napoli. Siamo solo all’inizio.

Author: Redazione

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