Sabato, 01 Ottobre 2022

Barsport

Ma ora chi siamo?

È tradizione che mio padre regali a me e mio cognato a ogni Natale il calendario del Napoli. È tradizione che alla vista del tubo rivestito di carta rossa mio cognato e io ci lanciamo nelle ipotesi più ardite sul contenuto del tubo: un frullatore? Un mappamondo? Una plastificatrice a freddo? È tradizione manifestare lo stupore per poi appendere nelle rispettive cucine il suddetto.

La malapasquetta

Il Napoli, si sa, inventa modi sempre più creativi per intossicarci le feste.

Se la Domenica delle Palme era stata funestata dalla bruttissima sconfitta in casa con la Fiorentina, la Pasquetta arriva carica di un pareggio che per certi versi è anche peggiore. Uno interrompe la prima pasquetta con il sole da millemila anni a questa parte, arriva allo stadio per una partita alle sette di sera con il casatiello sullo stomaco e questo è il ringraziamento.

Il curioso caso del Napoli al Maradona

Il primo tempo di Napoli-Udinese è una partita che abbiamo visto decine di volte, che conosciamo a memoria e si ripete fastidiosamente spesso, soprattutto quando giochiamo al Maradona.


Ve lo ricordate Il curioso caso di Benjamin Button? È un film del 2008 diretto da David Fincher, basato su un racconto breve del 1922 di Francis Scott Fitzgerald. In estrema sintesi, Benjamin Button – nel film, Brad Pitt – percorre il normale arco della vita di ogni essere umano in senso inverso, ovvero nasce ottantenne e muore neonato. Già avete capito dove voglio arrivare... Il Napoli esordisce proprio come un ottantenne: è lento, con poco mordente, decisamente sotto tono: inizialmente, i primi dieci minuti, ci prova anche, a fare la partita, però non riesce a sfondare contro l’Udinese, attenta e pericolosa in ripartenza. Quando arriva il vantaggio dei friulani sembra una sceneggiatura già scritta, e il finale ineluttabile. Chiamalo mancanza di carattere, di’ pure che L’udinese ha messo in difficoltà anche squadre forti – ad esempio il Milan – e che si chiudono molto, qualunque sia la motivazione sappiamo già come andrà a finire: al Maradona ci intossichiamo un’altra volta.

E poi al 45esimo esce uno spento Fabian ed entra Dries Mertens. Cambia la partita. Il Napoli, come Benjamin Button, ringiovanisce. Mertens dà più verticalità all’azione, gestisce gli spazi stretti con cui la linea friulana chiude la difesa, che si frattura nel tentativo di fermarlo, recupera tanti palloni nella metà campo offensiva, non segna per un pelo, non fa segnare direttamente, ma crea il clima adatto per farlo. È una vera e propria scossa, non solo tecnica, ma anche emotiva: ai compagni, al folto pubblico di casa.

E se non segna lui, chi? Ma naturalmente quel prodigio di Osimehn, un felino rapidissimo e micidale, di testa e non solo. La prima volta su punizione di Mario Rui e la seconda su assist di Di Lorenzo è la ferocia e la rapidità di Osimehn che lascia senza fiato. Ah, se come me siete appassionati di numeri e statistiche, secondo quanto segnalato dall’account Twitter Optapaolo Victor Osimhen è il primo nigeriano nella storia ad andare in doppia cifra di reti per due stagioni differenti in Serie A e in generale il quarto giocatore africano a riuscirci, dopo George Weah, Samuel Eto’o e Mohamed Salah.

Chiuso il momento statistica, non facciamo in tempo a esaltarci per la vittoria contro un avversario tosto, che ci abbattiamo perché andremo a Bergamo contro l’Atalanta senza Rrhmani e Osimhen – diffidati e ammoniti – e forse senza Di Lorenzo infortunato. Impossibile non esaltarci, poi, per il pareggio dell’Inter contro la Fiorentina, per poi deprimerci di nuovo per la non proprio prevedibile – e nei fatti per niente facile – vittoria del Milan contro il Cagliari.

Siamo secondi a tre punti dal Milan capolista, e tutto può ancora succedere per il curioso caso del Napoli.

Come 4 anni fa?

Si narra che quattro anni fa in un albergo di Firenze perdemmo lo scudetto, mentre in tv davano Juventus-Inter. Sono andata a controllare perché mi sembrava molto più lontano nel tempo, mi sembrava passato un secolo da quel Napoli. Eppure l’abbiamo detto che questo Napoli lo ricorda.

Non si può fermare

Negli ultimi giorni vi siete chiesti il senso reale di quello che sta accadendo nel mondo del calcio? 

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