Giovedì, 30 Maggio 2024

Nasce la Fondazione Aniello Califano

La Campania ricorda Aniello Califano, poeta e autore di canzoni che hanno fatto la storia della musica classica napoletana, ancora oggi cantate e apprezzate da persone di tutte le età. Nasce così la Fondazione Aniello Califano, costituitasi ufficialmente lo scorso maggio 2023 e oggi resa nota al pubblico tramite una conferenza stampa svoltasi al Teatro Trianon Viviani. Presieduta da Adriano Pepe Califano, e con la direzione artistica di Claudio Niola, la Fondazione nasce da un desiderio familiare di riavvolgere il nastro dell’esistenza del poeta Aniello Califano per strapparlo all’oblio della memoria. La mission è l’impegno a promuovere la cultura e l'arte, a preservare il patrimonio storico e a sostenere la creatività e l'innovazione nel campo culturale.

I primi progetti che la Fondazione ha intenzione di sviluppare sono: Museo virtuale, Contest musicale, museo itinerante. 

Il primo progetto della fondazione è quello di creare un museo virtuale dedicato ad Aniello Califano. La narrazione digitale, attraverso installazioni multimediali, diventa la dimostrazione di come si possa utilizzare la tecnologia per riaccendere l’interesse, in primis sul poeta ma anche su un periodo storico molto importante per la Campania e l’Italia.

Il contest musicale sarà rivolto a tutti gli artisti emergenti che amano la lingua napoletana dando la possibilità a tutti coloro che parteciperanno di inserirsi nel mondo artistico.

Il museo itinerante seguirà la falsa riga del museo virtuale e sarà allestito all’interno di un airstream con visori 3D ultima generazione per conoscere la vita, la storia e le opere di Aniello Califano. E’ intenzione della Fondazione entrare in collaborazione con le scuole e creare con loro, attraverso le nuove tecnologie, progetti innovativi con esperienze immersive per parlare con i giovani nel linguaggio che loro preferiscono: quello digitale.

Ad aprire il calendario di eventi che ricorderanno la figura di Califano sarà uno spettacolo, in programma nel mese di luglio 2024, interpretato dalla straordinaria Lina Sastri.

La Fondazione Aniello Califano ha inoltre stilato una partenership con l’APS Storie Campane, collettivo di professionisti impegnati nella divulgazione locale che, in tale ottica, intende promuovere la storia della poesia e della musica classica napoletana attraverso la figura dell’artista Califano, partirà dunque nei prossimi mesi un progetto articolato in più fasi e che prevede la realizzazione di un inedito percorso artistico, storico e territoriale nei luoghi della vita di Aniello Califano; Sant’Egidio Monte Albino, Napoli e Sorrento.

Queste le dichiarazioni del presidente e fondatore della Fondazione, Adriano Pepe Califano:” Sono molto commosso oltre per l’interesse mostrato da parte degli intervenuti alla figura del mio avo, anche perché questo era un sogno di mio padre.

Con la Fondazione vogliamo promuovere l’arte e la cultura, e attraverso le nostre attività diffondere l’amore per la cultura e per le nostre tradizioni per una crescita individuale e collettiva”.

«Forse qualcosa sta succedendo, forse. A Palazzo Reale è sorto il museo dedicato ad Enrico Caruso. Eduardo De Crescenzo porta in giro per sale da concerto e teatri lirici la canzone napoletana classica denudata dall’oleografia. Il Trianon sta diventando davvero la casa della canzone napoletana, classica e non: ci ho appena visto i Suonno d’Ajere e Pino Mauro. Ma la canzone napoletana ancora non è patrimonio universale dell’umanità, ancora non merita la protezione e il marchio Unesco. Forse non basta ancora quello che sta succedendo, ma bisogna insistere in questa dimensione di recupero e rilancio: benvenuta in trincea la Fondazione Aniello Califano». Così afferma Federico Vacalebre, capo della redazione Cultura e Spettacoli de «Il Mattino», che ha aperto la serata di presentazione della Fondazione Califano con una lectio magistralis sulla storia della musica classica napoletana.

Al progetto di ricerca dei materiali storici appartenenti alla vita artistica del poeta ha contribuito in maniera determinante lo storico, professore Antonio Sciotti che a tal proposito ha dichiarato: “Dopo aver scritto tanti libri sulla storia della canzone napoletana e, in particolare, sul periodo dell’industrializzazione che parte dall’ultimo quarto di secolo dell’800, mi sono sempre domandato il motivo di tanto snobbismo trovato nei vari scritti e documenti verso Aniello Califano che, al contrario, reputo un apripista con Di Giacomo, Russo e Bracco dell’epoca d’oro della melodia partenopea. All’invito nel comitato scientifico della Fondazione Califano ho risposto con entusiasmo proprio per ridare la giusta collocazione ad un grande poeta bistrattato. Necessita, infatti, una sua rivalutazione per riportare alla memoria storica tutta la sua arte”.

Ho accolto con grande entusiasmo il progetto che ha messo in essere nel suo statuto la Fondazione, per me che lavoro da anni nella musica napoletana poter organizzare momenti artistici e culturali che rinnovano l’attenzione su un periodo straordinario della cultura musicale napoletana e che è stato senza dubbio inizio di un percorso che ha portato Napoli e la sua musica ancora oggi ad essere un punto di riferimento non solo per noi napoletani ma per tutta l’Italia” ha concluso il direttore artistico Claudio Niola.

Da canto d’amore che condannava la Grande Guerra a coro da stadio O Surdato Nnamurato è la metamorfosi di un brano che ha fatto cantare il mondo e Califano è stato uno dei principali protagonisti dell’epoca d’oro della canzone napoletana. Fu soprattutto un poeta d’amore nella Napoli della Belle ‘Epoque” ha dichiarato nel suo intervento a margine della conferenza il giornalista Carmine Aymone.

Author: Redazione

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