Lunedì, 28 Novembre 2022

La città del futuro non può prescindere dal funzionamento di quella di oggi

Di Sergio D’Angelo

Pieno apprezzamento per il primato del Comune di Napoli, della Città Metropolitana e della Regione Campania nell’assegnazione delle risorse del Pnrr per la rigenerazione urbana a livello nazionale. Una pioggia di soldi che può davvero cambiare il volto dei nostri territori, a patto che ci sia la massima vigilanza, i lavori partano in fretta e i cantieri siano chiusi nei tempi previsti.

Tuttavia pur immaginando un processo lineare e senza intoppi, esistono poi delle criticità legate alla manutenzione che sono da ascrivere alla scarsa capacità di spesa ordinaria che riguarda in particolare il Comune di Napoli ed esula la natura straordinaria delle risorse previste dal Pnrr. Inoltre, c’è anche un intreccio di competenze fra enti diversi che risulta complesso districare.

Con una città letteralmente invasa dai turisti nel weekend di Pasqua appena concluso, Castel dell’Ovo è rimasto chiuso per questioni di sicurezza. Ed è solo un esempio perché il patrimonio storico-artistico cittadino è così vasto che necessiterebbe di una manutenzione puntuale e ordinaria che al momento non è coperta dalle risorse necessarie. Così si finisce per intervenire solo con grande ritardo, quando l’incuria generalizzata diventa emergenza.

È il conflitto fra la città che si sta provando a costruire per il futuro e la gestione della città di oggi, quella che non riesce a garantire un trasporto pubblico sufficiente non solo quotidianamente ai suoi cittadini, ma nemmeno quando deve trasformarsi nel salotto buono e accogliere 140mila visitatori. Così la metropolitana si ferma alle 13:00, così per ben tre ore non c’è neanche un bus per garantire la possibilità di spostarsi, oppure come oggi con la Linea 1 ferma per ore per l’ennesimo guasto.

Il 25 aprile cade di lunedì, quindi il prossimo weekend è lungo e prevedibilmente vedrà di nuovo una presenza turistica rilevante. Io credo che si dovrà fare di tutto nei prossimi giorni per evitare che si ripeta quanto accaduto a Pasqua, quali sono quindi i piani previsti? È stato calendarizzata una pulizia straordinaria della città? Si riusciranno ad aprire al pubblico il Bosco di Capodimonte e gli altri parchi cittadini rimasti chiusi nel weekend appena trascorso?

Anche perché, dopo la Festa di Liberazione Nazionale, ci sarà il 1° maggio che aprirà Maggio dei monumenti, un altro banco di prova per convincere i turisti che lo straordinario fascino di Napoli non deve necessariamente andare a braccetto con l’improvvisazione e il degrado. È una sfida che riusciremo a vincere? Ci stiamo attrezzando?

Author: Redazione

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