Lunedì, 15 Aprile 2024

Il “Courage” di tentare l’impossibile, sempre con una Rosa nel cuore

L’esordio letterario di Giovanni Paonessa non poteva che essere un libro di ricerca e di inchiesta di un periodo della storia politica e sociale italiana (dal 1968 al 1979) intenso e denso, attraversato dal protagonista sempre con passione ma senza mai perdere la visione analitica di cosa gli accade intorno. 

E questo viaggio avviene in compagnia di Rosa Luxemburg, bussola e punto di riferimento essenziale di questa navigazione - “Ho una voglia maledetta di essere felice e sono pronta, giorno dopo giorno, a combattere per la mia “dose di felicità” con l’ostinazione di un mulo.

Paonessa ci racconta di come abbia raccolto i cocci, provando a rimetterli insieme, ad incollarli, ricorrendo al kintsugi, tecnica di restauro ideata alla fine del 1400 da ceramisti giapponesi per riparare tazze in ceramica per la cerimonia del tè, saldando di nuovo tra di loro frammenti per “scoprire, al di là delle attese, che tutto ha avuto un senso”.

Nel libro ritornano parole perdute come tazebao, diffusione militante, frazionismo, autoriduzione delle bollette, che appartengono ad un passato non troppo lontano e che riempivano la mente e le bocche di centinaia di migliaia di giovani negli anni 70.

Quegli anni 70 che Paonessa rifiuta di chiamare “anni di piombo” perché il vero piombo era nelle parole di alcuni dei suoi protagonisti “Le parole pesano e quelle usate in quegli anni pesavano come il piombo, purtroppo non solo metaforicamente”.

L’autore attraversa quel magmatico movimento, “tu a quale collettivo appartieni?”, guidato dal pensiero di Rosa Luxemburg, rivoluzionaria polacca naturalizzata tedesca che aveva dato vita, insieme a Karl Liebknecht, alla Lega di Spartaco e che aveva avuto il coraggio di criticare apertamente l’esperienza sovietica con parole di franchezza “tempi nuovi richiedono nuovi canti, oltre che parole nuove e fresche”.

Rosa, che resta profondamente nel cuore di chi la legge, anche quando non se ne condivide interamente il pensiero - “Le aquile possono saltuariamente volare più in basso delle galline, ma le galline non potranno mai salire alle altitudini delle aquile”.

Dalla Luxemburg egli impara che la politica deve essere fatta anche di emozioni, di lacrime e sorrisi da condividere, da amplificare con un noi che non è, non deve mai essere la sola somma di tanti io e che contano, e molto anche le parole da utilizzare, come sogno, slancio, desiderio, cambiamento.

Molta attenzione viene dedicata alle proprie radici culturali e territoriali, dalla campagna di Mercato San Severino al comitato di quartiere del Rione Luzzatti, dai vari collettivi alla cooperativa “Courage”, messa in piedi come primo segnale di rottura delle vecchie forme (a partire dal nome, omaggio a Bertold Brecht), dove si passavano ore, tra l’altro, a discutere del “giusto prezzo di vendita di una frittata”.

E, ancora, la dirompente novità del femminismo, la battaglia contro l’amianto.

Ed i pomodori, costante nella vita dell’autore, dall’infanzia (le conserve fatte collettivamente come “famiglia allargata” del Paese), ai volantini da distribuire alle operaie stagionali, addirittura sbigottite nel leggere la richiesta di salario minimo (“ma è troppo!”), alla battaglia ecologista contro l’inquinamento del fiume Sarno, fino alla messa a disposizione, da professionista, degli studi fatti e delle competenze sviluppate per i lavoratori del settore, tenendo sempre presente la funzione pedagogica delle lotte e dell’azione sindacale, perché “sempre, e per sempre, dalla stessa parte mi troverai”.

Una traversata fatta con lucida prospettiva di resistenza civile, senza mai perdere il gusto della battuta fulminante, ben consapevole che il lavoro sul presente, come quello di Sisifo, era inevitabile ma necessario per anticipare il futuro.

Giovanni Paonessa, figlio di un ferroviere, attivo nei comitati di quartiere e poi nei movimenti studenteschi degli anni ’70, ex Dirigente Pubblico, ricercatore “sul campo”.

Dario Bello
Author: Dario Bello
Appassionato di politica, letture, cultura, cinema, Curva B.

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