Lunedì, 15 Aprile 2024

Essere normali

Non potevamo pensare che Mazzarri avrebbe fatto i miracoli, e infatti non è stato così. Però in queste tre partite giocate finora (contro Atalanta, Real Madrid, Inter), si vede che qualcosa è cambiato, anche laddove il risultato è stato, come al Santiago Bernabeu e in pare anche contro i nerazzurri, non proprio veritiero.

Ma nel calcio vince chi segna, c’è poco da fare, e quindi ci troviamo di fronte a una squadra che l’anno scorso era semplicemente invincibile trasformata in una squadra normale: che vince, segna, poi perde, pareggia, fa il maggiore possesso palla e poi si perde e perde, e perde contro la squadra prima in classifica – l’anno scorso era lei, e le ha battute tutte – che ha undici punti in più, ha segnato di più e subito di meno. Siamo quinti. Cioè, proprio come le squadre normali.

È un’annata nata storta, non ci sta da discutere. Non voglio tornare sugli errori di Garcia, è inutile accanimento: basta vedere con che voglia sono tornati in campo quando lui se ne è andato: una liberazione! E anche ieri sera il primo tempo noi lo abbiamo giocato bene, e avremo meritato di chiuderlo in vantaggio, li abbiamo presi a pallonate per venti minuti buoni. E poi succede che l’Inter, con una discutibile maglia color cocozza, segna su un’azione ancora più discutibile della maglia suddetta: e a noi ci va in pappa il cervello, e le gambe. Poi ci negano un rigore. Poi segnano il secondo, e il terzo. Perché ormai siamo una squadra normale, e se l’anno scorso prendevano un gol contro come un insopportabile atto di lesa maestà, adesso niente, siamo normali, e le reazioni vanno e vengono, e non sempre sortiscono effetto.

Per quanto nel primo tempo siano stati decisamente più brillanti, e nel secondo ci sia stato un crollo generale – da Di Lorenzo che fatica molto, a Meret che, complice il clima di sfiducia che gli si è creato intorno, per quanto non abbia colpe sul missile di Calhanoglu, nel finale combina pure lui un pasticcio per il terzo gol dell’Inter – c’è da dire che non è stata interamente colpa nostra. Anzi: si diceva dell’azione discutibile del gol, e di un rigore negato. Non ci fa onore lamentarci dell’arbitraggio, ma questo zero a tre lo possiamo dire che è merito anche di Massa, non solo di Inzaghi?

Siamo una squadra in difficoltà, orfana di Kim – che l’anno scorso mascherava i deficit di Meret – e reduce da due mesi brutti assai. Ma la voglia c’è, io l’ho vista, e per tanto sono fiduciosa. Contenta no, ma fiduciosa.

Quindi va storta, ma mia nonna diceva che storta va e dritta viene: e mia nonna spesso aveva ragione.

Serena Venditto
Author: Serena Venditto
È nata a Napoli il primo agosto 1980, per festeggiare il compleanno della squadra. Archeologa e scrittrice, è autrice di una serie giallo-umoristica con protagonisti il gatto detective Mycroft e un gruppo di amici impiccioni, di cui l’ultimo è l’ebook gratuito “Malù si annoia. Quarantena in giallo per quattro coinquilini e un gatto”. Cura per Napoliclick la rubrica #Barsport

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