Sabato, 01 Ottobre 2022

Vladimir Randazzo: Un Posto Al Sole mi ha cambiato la vita

Vladimir Randazzo: Un Posto Al Sole mi ha cambiato la vita

È uno dei volti nuovi di Un Posto Al Sole, ma, prima di approdare in TV si era già fatto apprezzare a teatro, il suo primo amore, e annuncia molte sorprese per la prossima stagione televisiva: bello, giovane, talentuoso, Vladimir Randazzo veste i panni di Nunzio Cammarota, il ragazzo ribelle del social drama più longevo della Rai.

Attualmente sta portando in scena, intrecciando la sua storia con quella della tormentata Chiara Petrone (Alessandra Masi), due temi sociali importanti: da un lato la dipendenza da droga, di cui è vittima proprio la fidanzata, dall’altro il consapevole passaggio di Nunzio all’età adulta. Con il suo personaggio condivide l’essere fondamentalmente del Sud: l’attore è infatti di origini sicule, così come il figlio di Franco viene da Milazzo, dove si è formato in questi anni dopo aver lasciato Napoli.

Il giovane interprete ammette: “Da quando sono popolare come Nunzio, la mia vita è completamente cambiata”. 

Come si trova nei panni di Nunzio e come definirebbe il suo personaggio?

Nunzio ha la goffaggine tipica di un ragazzo semplice, che in certi contesti, ad esempio quelli frequentati dalla sua ragazza, non è a suo agio, non è un ragazzo camaleontico, capace di plasmarsi a seconda della situazione, almeno finora. Perché quello che sta avvenendo è una svolta: Nunzio è in una fase di transizione e sta acquisendo una intelligenza emotiva ed esperienziale che gli permetterà di allargare il suo ventaglio di conoscenze e di crescere sempre più, riuscendo anche ad interagire con persone come Ferri con cui si è fronteggiato fino a questo momento anche in maniera molto aggressiva… 

State portando in scena un tema sociale molto importante: la dipendenza da droghe.

Una tematica importante soprattutto perché in casi come questo la TV più certamente sensibilizzare: Chiara, anche se non fa parte di un target adolescenziale, può coinvolgere molto i ragazzi, perché la sua storia intende dimostrare che anche quando sembra che la droga, in questo caso la cocaina, possa rappresentare una valvola di sfogo in momenti di forte debolezza come quello che lei sta attraversando, non è certamente la risposta. Tra l’altro, lei ha un carattere molto temprato, eredità del padre, ma, nonostante abbia una personalità forte cede alle lusinghe di queste sostanze e, forse per la prima volta, è Nunzio a tenere le redini della situazione. A un tratto diventa più maturo e tiene in vita un rapporto già molto difficile, volendo preservare lei per riportarla a uno stato di normalità: in queste puntate stiamo vedendo un Nunzio diverso, che la ammonisce perché capisce che scendere a compromessi la fa solo stare peggio…

Nunzio si allontana un po’ da Chiara per i suoi problemi con la droga…Cosa succederà tra i due?

Nunzio si allontana ma perché anche lui sta attraversando un momento di transizione da un’età più pazzerella all’età adulta carica di responsabilità e non vuole tornare allo stadio precedente, rischio molto forte se vuole stare dietro ai grossi problemi di Chiara. Arriva il lavoro che ha sempre voluto e per cui ha studiato, dopo l’esperienza negativa dei Cantieri: al caffè Vulcano fa quello per cui è qualificato, è a un passo dalla realizzazione professionale e sente che non può farsi trascinare da lei. Percepisce che Chiara è un ostacolo sentimentale che crea disordine, lui non sopporta che dica bugie, perché ha sempre fondato il loro rapporto sulla sincerità, così cerca di sparire un po’ alla sua maniera per far capire a Chiara cosa sta perdendo, lui è l’unico che può permettersi di agire in questo modo perché lei ha solo lui accanto in queto momento. 

Che affinità ha col suo personaggio? 

Ho delle cose in comune anche perché nel nostro metodo attoriale mettiamo tanto di noi nel ruolo che interpretiamo. Vladimir e Nunzio sono due ragazzi del Sud, io sono nato in Sicilia, il mio personaggio ci è cresciuto. Ci sono cose che possono appartenermi del mondo di Nunzio ma anche grosse differenze, ad esempio, nel controllo delle reazioni: lui è molto istintivo ed esteriore, io sono più logico e razionale. 

Come è stato accolto nella grande famiglia di Un Posto Al Sole?

Lo dico senza peli sulla lingua: Un Posto Al Sole mi ha cambiato la vita! Ho fatto il provino, l’ennesimo in un momento in cui non arrivava nulla, con una grande grinta, anche se non conoscevo molto bene il personaggio, sono riuscito a dare il meglio e, non me l’aspettavo, ma sono stato preso. La sensazione è stata quella di salire su un treno in corsa che andava a mille, ci ho messo un po’ di tempo per abituarmi. È una grande opportunità non solo sul piano attoriale ma anche per la compagnia, dai colleghi di set ai tecnici: un anno e mezzo di grandi soddisfazioni!

C’è qualcuno con cui ha legato anche fuori dal set? 

Sì, con Samuele Cavallo (Samuel) ho legato molto fuori dal set: è proprio il caso di dirlo, Un Posto Al Sole ha allungato i suoi tentacoli di vita arrivando al di fuori di se stesso, noi due, come i due personaggi che interpretiamo, stiamo legando tantissimo, io sono a Roma, lui a Milano, ma ogni scusa è buona per incontrarsi, insieme a chi condivide con noi la quotidianità. 

È impegnato in altri progetti artistici? 

Sono un allievo di Mauro Avogadro, che ha fatto sua l’eredità del Piccolo Teatro di Milano, ho incominciato l’Accademia a 19 anni, il teatro è il mio primo amore, diciamo che la tv è stata come una breccia in un momento in cui il teatro mi aveva un po’ abbandonato; ora mi manca un po’. Detto ciò, sto lavorando per la tv: a breve mi vedrete in “Letizia Battaglia”, una serie dedicata alla nota fotografa di Palermo che andrà su Rai 1 in cui io interpreto uno stretto collaboratore di lei; mentre su Canale 5, sarò presente nella fiction “La ragazza di Corleone”. Si tratta di due produzioni siciliane che tangono ma, per fortuna, non attraversano il discorso delle mafie, parlano di riscatto sociale.

Sogno da realizzare?

Sembrerà strano ma forse anche no, visto il mestiere che faccio, il mio sogno è fare il giro del mondo e vedere più posti è possibile. Insomma una ambizione non lavorativa, certamente non compatibile con questo momento della mia vita personale ma anche con il periodo pandemico che stiamo vivendo, ma che mi permetterebbe di vivere molte vite.

C’è un argomento sociale che vorrebbe fosse trattato in Un Posto Al Sole?

Mi piacerebbe riproporre il tema della paura del diverso: oggi si parla tanto di differenze sociali, un tema davvero obsoleto per il tempo che viviamo. Penso che l’arte abbia il dovere di raccontare queste cose per rappresentare la realtà, in particolare, può farlo la tv che parla un linguaggio ancora popolare.

Maria Nocerino
Author: Maria Nocerino
Sociologa e giornalista pubblicista, è specializzata nel giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia di stampa Redattore Sociale e con il quotidiano Roma per le pagine della Cronaca.

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